Economia

Contratti luce: come funzionano il cambio di fornitore, l’allacciamento, il subentro e la voltura?

Nell’ambito dei contratti luce esistono diverse procedure che si differenziano per modalità, costi e tempistiche e che è opportuno conoscere qualora si avesse la necessità di effettuarle. In particolare ci riferiamo al cambio di fornitore, all’allacciamento, al subentro e alla voltura; queste ultime due procedure sono spesso confuse tra loro, ma nonostante abbiano punti in comune sono due operazioni diverse fra loro.

Il cambio di fornitore (switching)

Il regime di mercato libero ha portato al moltiplicarsi delle luce casa offerte con risvolti sicuramente positivi per gli utenti che hanno la possibilità di scegliere il fornitore che ritengono migliore sia da un punto di vista qualitativo che da un punto di vista di convenienza economica.

Il cambio di fornitore è un’operazione piuttosto semplice che può essere effettuata online o telefonicamente in pochi minuti; non comporta costi o penali e può essere effettuata in qualsiasi momento.

Il cambio di fornitura diventa operativo nel giro di 30-60 giorni dalla richiesta e non comporta disservizi di alcun genere.

La documentazione necessaria non è particolarmente corposa, occorrono infatti: un documento d’identità valido, la copia di una bolletta del vecchio fornitore, il codice POD riportato in bolletta o sul contatore, i contatti e-mail e telefonico e il codice IBAN qualora si vogliano addebitare le bollette sul conto corrente.

La procedura di allacciamento

L’allacciamento è un’operazione con cui si effettua il collegamento della casa alla rete di distribuzione dell’energia elettrica. In questo caso non è presente un vecchio contatore. È quindi il caso che si verifica nel caso di edifici appena costruiti. Le tempistiche possono essere anche piuttosto lunghe ed è quindi opportuno muoversi per tempo. A seconda dei lavori da effettuare possono essere sufficienti 10 giorni oppure tempi decisamente più lunghi (circa due mesi). Una volta effettuato l’allacciamento, sarà possibile attivare il contratto di fornitura.

La procedura di subentro

Il subentro è una procedura attraverso la quale viene chiesto di riattivare un contatore che era stato disattivato. Si tratta di una pratica necessaria qualora il precedente intestatario dell’utenza abbia chiesto la disattivazione del contatore; quest’ultima viene richiesta quando si prevede che un edificio non sarà abitato per un periodo molto lungo e che permette di risparmiare sui costi fissi.

Con il subentro la fornitura di energia elettrica sarà nuovamente disponibile. Le tempistiche previste per l’operazione non sono mai molto lunghe; vanno infatti da una a due settimane al massimo.

La procedura di voltura

La voltura è una procedura necessaria per cambiare l’intestatario di un contratto di fornitura di energia elettrica. A differenza di quanto accade nel subentro, il contatore è attivo e l’erogazione del servizio è regolare.

Questa procedura consente di risparmiare sulle spese di disattivazione del contatore (che spettano al precedente titolare del contratto) e su quelle di riattivazione (che sarebbero a carico del nuovo utente).

Non è una procedura applicabile qualora il contatore sia stato disattivato; in questo caso, come detto, si deve effettuare il subentro.

Per quanto riguarda le tempistiche, di norma sono più lunghe rispetto al subentro e richiedono circa 30 giorni a partire dal momento in cui si è effettuata la richiesta.

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