“Taking Care. I segni del cambiamento”, gli spazi della cura in mostra al Politecnico di Milano
Il rapporto tra architettura e salute in un percorso espositivo storico-sociale

Milano, 17 aprile 2026 – Un excursus sul complesso percorso che conduce fino alle odierne strutture sanitarie, analizzandone l’evoluzione storica e sociale. Si è aperta ieri, presso lo spazio espositivo Guido Nardi del Politecnico di Milano, la mostra di Cultura Politecnica “Taking Care. I segni del cambiamento” che si propone di esplorare il rapporto tra architettura e salute, e come gli spazi della cura abbiano modellato – e continuino a modellare – la relazione tra corpi, città e sanità nel corso della storia.
L’esposizione, promossa dalla Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni – AUIC, è curata dal docente Stefano Capolongo di DABC – Dipartimento di Architettura, ingegneria delle costruzioni e Ambiente Costruito e dalla ricercatrice Pilar Guerrieri del DAStU – Dipartimento di Architettura e Studi Urbani, e affronta lo sviluppo e la trasformazione del “prendersi cura”, dalle pratiche rituali e comunitarie fino agli ambienti contemporanei sempre più tecnologici e basati su dati, attraverso casi studio storici, progetti attuali e sperimentazioni.
La mostra offre un’occasione di riflessione ai visitatori su come l’innovazione, la ricerca in sanità pubblica, l’ascolto dei bisogni reali e la capacità trasformativa dell’architettura possano riaffermare il valore profondo del progettare per “prendersi cura”: un invito a riscoprire il significato autentico di “taking care”, ovvero concepire strutture capaci di rigenerare e ispirare. L’architettura, infatti, rappresenta una sintesi delle principali istanze sociali, culturali e tecnologiche che si traducono, attraverso di essa, in spazi in grado di accogliere, curare e generare nuove prospettive. E, in particolare, l’architettura per la salute riflette i mutamenti collettivi: qui la ricerca medica incontra le sfide della sostenibilità, dell’inclusività e del benessere psico-fisico, aprendo a nuovi scenari progettuali.
«Progettare un’infrastruttura sanitaria significa oggi ripensare il ruolo stesso dell’architettura: non più soltanto risposta a esigenze funzionali, ma espressione di una responsabilità sociale, etica e civile – spiega uno dei curatori, Stefano Capolongo – In un’epoca di profonde trasformazioni globali, le architetture per la salute si configurano come un laboratorio di sperimentazione, in cui discipline diverse convergono per immaginare futuri possibili orientati non solo alla cura della malattia, ma alla promozione di un benessere autenticamente olistico».
Le sezioni della mostra
Seguendo il quadro teorico tracciato dallo studioso Jacques Attali, il percorso espositivo si articola attorno a cinque “segni” che, nel tempo, hanno organizzato la cura e lo spazio costruito:
- Il segno degli Dei: la cura come atto sacro e comunitario
- Il segno dei Corpi: il corpo come materia da proteggere e organizzare
- Il segno delle Macchine: l’affermazione dell’ospedale come infrastruttura tecnica
- Il segno dei Codici: dati e reti ridefiniscono i luoghi della cura
- Il segno del Futuro: scenari emergenti e tecnologie avanzate.
Questi segni non si susseguono in modo lineare, ma entrano in tensione, si sovrappongono e continuano a coesistere. La mostra invita a riconoscerli negli spazi che abitiamo e a interrogarsi su come e dove si costruisce oggi il “prendersi cura”.
“Taking Care. I segni del cambiamento”
Fino al 12.06.2026 – Da lunedì a venerdì, ore 10-19
Ingresso libero
Politecnico di Milano – Campus Leonardo
Spazio Mostre Guido Nardi – Edificio 11, piano terra
Ingresso da via Ampère 2 – 20133 Milano
Mostra di Cultura Politecnica promossa da Scuola AUIC – Architettura, Urbanistica e Ingegneria delle Costruzioni del Politecnico di Milano, con la partecipazione dei Dipartimenti di Architettura, ingegneria delle costruzioni e Ambiente Costruito – DABC e di Architettura e Studi Urbani – DAStU.
A cura di: Stefano Capolongo (DABC), Pilar Guerrieri (DAStU)
Curatori delle sezioni:
Il segno degli Dei – Marco Gola, Erica Brusamolin
Il segno dei Corpi – Pilar M. Guerrieri, Fabio Mosca
Il segno delle Macchine – Elisa Boeri, Luca Cardani
Il segno dei Codici – Andrea Brambilla, Andrea Fesce
Il segno del Futuro – Andrea Rebecchi, Silvia Mangili



