Ultima era glaciale: ecco come l’atmosfera contribuì a ridurre il metano
La diminuzione del metano durante l’ultima era glaciale potrebbe essere stata favorita non solo da una riduzione delle emissioni naturali, ma anche da una maggiore capacità dell’atmosfera di rimuovere questo gas serra. È quanto dimostra uno studio internazionale coordinato dall’Instituto de Química Física Blas Cabrera (IQF-CSIC) del Consejo Superior de Investigaciones Científicas (CSIC) al quale ha partecipato l’Istituto di Scienze Polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISP).
Il lavoro, pubblicato sulla rivista Science, è frutto della collaborazione tra gruppi di ricerca di Spagna, Italia, Argentina, Svizzera e Stati Uniti, e combina simulazioni modellistiche avanzate con l’analisi delle informazioni conservate nelle carote di ghiaccio dell’Antartide e della Groenlandia.
“I risultati mostrano che durante l’ultima Era Glaciale, circa 20.000 anni fa, il metano non diminuì soltanto perché ne veniva emesso meno, ma anche perché l’atmosfera era più efficiente nel rimuoverlo”, spiega Andrea Spolaor, ricercatore del CNR-ISP e tra gli autori del paper. “Le grandi quantità di polvere minerale presenti nell’atmosfera interagirono con il sale marino, favorendo la produzione di specie di cloro altamente reattive. Abbiamo scoperto che proprio queste reazioni aumentarono la capacità dell’atmosfera di rimuovere il metano, riducendone la permanenza atmosferica di circa il 20%”.
Il CNR-ISP ha contribuito alla ricerca interpretando i segnali chimici conservati nelle carote di ghiaccio e mettendoli in relazione con i processi atmosferici ricostruiti attraverso la modellistica. “Le carote di ghiaccio ci permettono di leggere le tracce della chimica atmosferica del passato. L’interpretazione dei segnali chimici ha contribuito a collegare queste evidenze con i processi modellizzati, chiarendo il ruolo della chimica del cloro nella rimozione del metano durante l’ultima era glaciale”, prosegue Andrea Spolaor.
“Le basse concentrazioni di metano osservate durante l’ultima era glaciale erano state interpretate principalmente in relazione a una diminuzione delle emissioni naturali”, precisa Daphne Meidan, coautrice dello studio e ricercatrice presso l’Instituto de Química Física Blas Cabrera (IQF-CSIC) del Consejo Superior de Investigaciones Científicas (CSIC). “Il nuovo studio mostra invece che anche una maggiore efficienza dei processi atmosferici di rimozione, legata alla chimica del cloro, può aver avuto un ruolo significativo”.
La ricerca offre così una visione più completa dei processi che hanno regolato la composizione dell’atmosfera terrestre durante l’ultima era glaciale, resa possibile da un approccio interdisciplinare. “Il punto di forza del nostro studio è stato proprio la capacità integrare, attraverso la collaborazione tra istituzioni di diversi Paesi, dati provenienti dagli archivi naturali, da osservazioni geochimiche e dalla modellistica atmosferica”, conclude Spolaor.



