Salute e Benessere

Al Teatro alla Scala serata benefica per Fondazione Ospedale Niguarda

Il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala protagonista di tre lavori coreografici mai interpretati prima. L’appuntamento sostiene le attività a favore dei pazienti, dell’innovazione e della ricerca

Martedì 31 marzo 2026 alle ore 20 il Teatro alla Scala di Milano ospiterà una serata benefica esclusiva a favore della Fondazione Ospedale Niguarda ETS. Il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, diretto da Frédéric Olivieri, sarà in scena nel trittico McGregor/Maillot/Naharin, con lavori firmati dai tre celebri coreografi contemporanei.

Il ricavato della serata sarà destinato alla Fondazione Ospedale Niguarda ETS che sostiene il Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano nello sviluppo di progetti dedicati alla ricerca clinica, all’innovazione tecnologica e al miglioramento dell’accoglienza e della qualità della cura. Attraverso iniziative come questa, la Fondazione promuove un’idea di sanità che mette al centro la persona, valorizzando non solo l’eccellenza medica ma anche l’attenzione umana e culturale.

In scena, Chroma di Wayne McGregor, Dov’è la Luna di Jean-Christophe Maillot e Minus 16 di Ohad Naharin. Tre opere coreografiche, firmate da autori tra i più acclamati e influenti della danza contemporanea, che offrono agli artisti scaligeri una nuova e stimolante sfida stilistica. Un’occasione unica per vivere una serata di grande valore artistico e solidarietà.

In Chroma, Wayne McGregor esplora la drammaticità del corpo umano e la sua capacità di esprimere emozioni e pensieri profondi attraverso una coreografia inventiva ed energica. Il lavoro si sviluppa su un tessuto sonoro tratto dalle musiche originali di Joby Talbot e dai suoi arrangiamenti delle musiche del gruppo rock The White Stripes, con un design minimalista firmato dall’architetto John Pawson.

Dov’è la Luna di Jean-Christophe Maillot è un lavoro intimistico dai toni chiaroscurali che scuote ed estende il vocabolario e la tecnica della danza classica, spingendola verso le sue frontiere più lontane.

La serata culmina con Minus 16 di Ohad Naharin, uno dei manifesti più rappresentativi del suo linguaggio di movimento innovativo. Per la prima volta alla Scala, quest’opera porta i ballerini a sfidare sé stessi e a rompere le barriere tra artista e spettatore, dando vita a un’esperienza intensa e travolgente per entrambi.

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