Economia

Piano casa: il Comune di Milano apre i primi tre bandi

Milano, 30 aprile 2026 – Sono aperti fino al 26 giugno i primi tre bandi attuativi del Piano Straordinario per la Casa Accessibile del Comune di Milano.

Tre compendi di proprietà pubblica – 18mila metri quadri in via Sant’Elia (Lampugnano), 7.200 metri quadri in via San Romanello (Quinto Romano) e 1.800 metri in via Bovisasca (Bovisa) – saranno concessi in diritto di superficie per 90 anni con l’obbligo, per gli aggiudicatari, di realizzare e gestire abitazioni in affitto calmierato.

Le offerte devono prevedere alloggi in locazione permanente per l’intera durata del diritto di superficie, ad un canone medio massimo di 90 euro al metro quadro annui (circa 375 euro al mese per 50 mq) per un periodo minimo di 30 anni e, nei decenni successivi, canoni ridotti di almeno il 20% rispetto a quelli di mercato.

Agli operatori è richiesto di gestire gli alloggi secondo un modello sociale strutturato, con riduzione della povertà energetica e reportistica periodica sull’impatto sociale, e di farsi carico di tutti gli oneri di manutenzione ordinaria e straordinaria per l’intera durata della concessione, incluse le aree pubbliche previste dal progetto.

L’investimento pubblico

Il modello non è a costo zero per il bilancio del Comune di Milano. Le aree – per una superficie complessiva di oltre 27mila metri quadri – vengono cedute a un valore simbolico minimo di 1 euro al metro quadro, con una rinuncia esplicita ai proventi di una valorizzazione a prezzi di mercato.

A questo si aggiunge uno stanziamento complessivo di circa 11 milioni di euro a bilancio: fino a 3,15 milioni per la demolizione della tensostruttura dell’ex Palasharp, fino a 6,2 milioni per le eventuali bonifiche ambientali dello stesso compendio di via Sant’Elia, e fino a 1,6 milioni per le bonifiche dell’area Bovisasca. Un investimento che punta a rendere sostenibile l’offerta di affitti calmierati per decenni.

Questi bandi – dichiara l’assessore al Bilancio, Demanio e Piano Casa, Emmanuel Contesegnano un passaggio concreto: tre aree pubbliche diventano disponibilità reale per creare case accessibili, di qualità, pensate per chi oggi, sempre più nelle grandi città, resta fuori sia dall’edilizia pubblica sia dal mercato. Il Comune sceglie di fare la propria parte fino in fondo, mettendo a disposizione aree sottratte alla valorizzazione e risorse significative a bilancio, per costruire un’offerta stabile nel tempo, con affitti sostenibili e regole chiare. L’esperienza europea ci dice che l’emergenza abitativa non si risolve né con il solo mercato né con la sola edilizia pubblica: serve una regia pubblica forte, capace di orientare gli investimenti privati e garantire accessibilità nel lungo periodo. Ma serve anche un’alleanza di sistema, che coinvolga tutti gli attori istituzionali e territoriali: Stato, Regione, Comuni, operatori, Terzo settore e finanza. Solo così è possibile costruire una risposta all’altezza della domanda abitativa delle grandi città. Con questo modello Milano si muove in questa direzione, con tempi certi e obiettivi chiari. I bandi sono aperti fino al 26 giugno: è il momento di costruire risposte concrete”.

I criteri e il modello europeo

I bandi adottano il framework HouseInc del programma Horizon Europe e chiedono ai progetti presentati di seguirne i principi: accessibilità fisica e sociale delle abitazioni, disponibilità di offerta, sostenibilità dei costi abitativi (comprese utenze e manutenzione) in proporzione ai redditi, standard qualitativi coerenti con le aspettative delle persone.

I criteri premianti nella valutazione delle proposte riguardano la qualità architettonica e dei servizi insediati, la sostenibilità energetica, il mix funzionale, il modello gestionale, l’impatto sociale e ogni offerta migliorativa rispetto al canone applicato.

Per il compendio di via Sant’Elia è richiesta anche la realizzazione di una quota di alloggi destinati a Edilizia residenziale pubblica, da cedere gratuitamente al Comune a lavori ultimati, incrementando direttamente il patrimonio abitativo pubblico cittadino.

Comune di Milano

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