Monumentale, torna in scena “Lo Stupro” di Franca Rame

Milano, 19 giugno 2026 – Anche quest’anno la suggestiva cornice del Cimitero Monumentale ospiterà “Lo Stupro”, il celebre monologo scritto da Franca Rame.
Giovedì 25 giugno sono previste due repliche, alle ore 19 e alle 20, dell’opera interpretata da Gilberta Crispino con la regia di Donatella Massimilla.
Promosso dal Cimitero Monumentale, dove l’artista riposa nella Cripta del Famedio, in collaborazione con il CETEC (Centro Europeo Teatro e Carcere) e la Fondazione Fo Rame, l’evento, gratuito e con prenotazione obbligatoria, intende offrire un momento di riflessione e sensibilizzazione sul tema della violenza di genere, alla luce anche dei numerosi episodi che continuano a segnare l’attualità.
“A cinquant’anni dalla prima rappresentazione del monologo Lo stupro, la voce di Franca Rame continua a parlarci con straordinaria forza – dichiara l’assessora ai Servizi civici Gaia Romani –. Le sue parole ci ricordano che la violenza contro le donne non è purtroppo qualcosa che appartiene al passato, come testimoniano le troppe storie di femminicidi e abusi che continuano a segnare le cronache della nostra città e del nostro Paese. Ricordare Franca Rame significa allora non solo rendere omaggio al suo coraggio, ma rinnovare l’impegno collettivo a contrastare e far emergere ogni forma di violenza, discriminazione e cultura del possesso, figlie di una società ancora troppo spesso maschilista e patriarcale. Ringrazio il CETEC, la Fondazione Fo Rame e la direttrice del Monumentale, Giovanna Colace, per questa importante iniziativa e invito tutte e tutti a partecipare”.
“Ci sono spettacoli che, anche dopo tanti anni, continuano a parlare al presente – afferma l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi –. Lo Stupro di Franca Rame è uno di questi. Riproporlo al Monumentale, dove Franca riposa, significa tenere viva una memoria che è anche responsabilità, ricordandoci che la violenza di genere è ancora una ferita aperta. Il teatro diventa così uno spazio di riflessione e consapevolezza, capace di dare voce alle donne e di promuovere una cultura del rispetto, della libertà e dell’uguaglianza”.
Era il 1975 quando Franca Rame portò in scena per la prima volta il monologo, presentandolo al pubblico come la testimonianza ricevuta attraverso una lettera. Nessuno immaginava che quel racconto fosse in realtà legato alla sua esperienza personale. Solo nel 1987, durante la trasmissione “Fantastico”, l’attrice rivelò pubblicamente la natura autobiografica del testo.
Il 9 marzo 1973, a Milano, Franca Rame fu sequestrata, violentata e torturata da cinque militanti dell’estrema destra, prima di essere abbandonata in un parco. Il monologo restituisce la drammatica esperienza vissuta dall’artista e rappresenta una delle più forti denunce teatrali della violenza contro le donne.
Negli anni successivi, Rame fu protagonista di importanti battaglie civili per il riconoscimento della violenza sessuale come reato contro la persona e non contro la morale, come allora previsto dalla legislazione italiana.
“In questo momento storico dove anche riconoscere la necessità di un’educazione affettiva o sessuale necessita di un consenso – aggiunge la regista Donatella Massimilla – crediamo che la testimonianza viva di una donna come Franca Rame, incarnata da un’attrice del CETEC fedele al cuore e alla storia vera come Gilberta Crispino, sia già una implicita risposta. La proposta dello spettacolo è coerente con tutto ciò che portiamo avanti durante tutto l’anno, raccomandando a istituzioni e famiglie percorsi di prevenzione con colloqui. Il teatro diventa uno strumento prezioso per il racconto di sé, un passo per aprirsi e denunciare”.
Il monologo, della durata di circa venti minuti, sarà proposto alle ore 19 e alle ore 20 di giovedì 25 giugno.




