Forestami è il primo progetto italiano riconosciuto dalle Nazioni Unite per il ripristino degli ecosistemi
L’iniziativa per riportare la natura nell’area metropolitana di Milano entra tra i World Restoration Flagship dell’ONU. È l’unica iniziativa europea tra le otto premiate nel 2026 durante la COP17 sulla biodiversità di Yerevan

Riportare la natura nelle città, aumentare la presenza degli alberi e restituire spazio agli ecosistemi in un territorio densamente urbanizzato. È l’obiettivo di Forestami, progetto di forestazione urbana della Città metropolitana di Milano, basato su una ricerca del Politecnico di Milano, e che le Nazioni Unite hanno riconosciuto come World Restoration Flagship, uno dei progetti di riferimento a livello internazionale per il ripristino degli ecosistemi.
L’annuncio è avvenuto a Yerevan, in Armenia, nel corso della Conferenza delle Nazioni Unite sulla biodiversità (CBD COP17). Forestami è stata selezionata insieme ad altre iniziative attive in Cina, Colombia, Etiopia e Stati Uniti, per il contributo che può offrire alla rigenerazione degli ecosistemi in un contesto urbano e metropolitano. Forestami è il primo progetto italiano ad essere riconosciuto in questo ambito dall’ONU e l’unico europeo tra i premiati del 2026.
Nell’area di Città metropolitana di Milano la forte urbanizzazione si intreccia con le criticità ambientali della Pianura Padana. L’obiettivo al 2030 è contribuire ad aumentare del 5% la copertura arborea (tree canopy cover) attraverso la messa a dimora di tre milioni di alberi, circa uno per ogni abitante del territorio, e alla conseguente riqualificazione di 255 ettari di aree urbane. Interventi che possono interessare spazi diversi, dalle aree dismesse agli ambiti urbani da restituire alla natura, con l’intento di ridare valore ecologico e nuove possibilità di fruizione a luoghi oggi considerati “grigi”.
La natura nelle metropoli può, infatti, contribuire a mitigare le temperature, contrastare l’effetto isola di calore, migliorare la qualità dell’aria, favorire la biodiversità ed essere un alleato per fronteggiare gli eventi sempre più improvvisi e violenti correlati al cambiamento climatico. Il ripristino degli ecosistemi rappresenta così un investimento sulla vivibilità degli spazi pubblici e sul benessere delle comunità.
“Quando abbiamo iniziato a immaginare il progetto, ci siamo chiesti innanzitutto quanta CO₂ avrebbero potuto assorbire tre milioni di nuovi alberi nella nostra area metropolitana – ha dichiarato l’architetto Stefano Boeri, ideatore e fondatore di Forestami –. Siamo partiti con le nostre forze, per poi cercare di coinvolgere tutti coloro che avrebbero potuto condividere questa missione. Forestami nasce dall’idea di riportare la natura in città. Per farlo è necessario un approccio territoriale, in cui alberi e vegetazione diventino parte integrante delle infrastrutture urbane, contribuendo a ridisegnare strade, spazi pubblici e quartieri. Una trasformazione di questa portata può però realizzarsi solo attraverso una visione condivisa e la collaborazione di molti soggetti diversi. Forestami mette in rete istituzioni, Comuni, comunità locali, imprese e team multidisciplinari, che lavorano in diversi ambiti di competenza verso un obiettivo comune. Il riconoscimento dell’ONU tra i World Restoration Flagship testimonia l’impegno collettivo nel ripensare il rapporto tra città e natura e nel rendere il ripristino degli ecosistemi una componente integrante del modo in cui pianifichiamo e trasformiamo il territorio metropolitano”.
A ritirare il riconoscimento a Yerevan, in occasione della COP17 sulla biodiversità, Maria Chiara Pastore, direttrice scientifica di Forestami e docente del Politecnico di Milano, e l’Ambasciatore Italiano in Armenia Alessandro Ferranti, in rappresentanza del governo italiano.
“Questo riconoscimento dà visibilità a un lavoro che parte da una domanda concreta: come rendere le nostre città più capaci di accogliere e sostenere la natura? – ha dichiarato Maria Chiara Pastore –. Il ripristino degli ecosistemi richiede una visione d’insieme, capace di valorizzare le caratteristiche ecologiche dei territori, tutelare la biodiversità e rafforzare le connessioni tra gli ambienti naturali. Con Forestami lavoriamo anche per diffondere una nuova cultura della natura in città, affinché sia riconosciuta come una componente fondamentale della progettazione e trasformazione delle metropoli moderne. Ricevere questo riconoscimento alla COP17 è un’opportunità per condividere la nostra esperienza e confrontarci a livello internazionale sulle sfide ambientali che ci attendono”.
L’Ambasciatore Ferranti ha espresso l’onore di ricevere a nome dell’Italia il riconoscimento congratulandosi con Politecnico di Milano, Comune di Milano, Città Metropolitana di Milano, Regione Lombardia e con tutti gli enti, le istituzioni, le imprese, le associazioni e i cittadini che hanno contribuito a Forestami. Nel ringraziare UNEP e FAO, l’Ambasciatore ha rinnovato l’impegno dell’Italia nel promuovere il ripristino degli ecosistemi quale pilastro fondamentale per la tutela della biodiversità, l’azione per il clima e la costruzione di un futuro sostenibile per le generazioni presenti e future.
Accanto agli interventi sul territorio, Forestami promuove attività di sensibilizzazione ed educazione rivolte agli adulti e alle scuole, per diffondere una maggiore conoscenza del valore degli ecosistemi urbani e far sì che prendersi cura della natura sia parte della quotidianità di ciascun cittadino.
I World Restoration Flagship sono promossi nell’ambito del Decennio delle Nazioni Unite per il ripristino degli ecosistemi (2021-2030), guidato dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP) e dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO). Il riconoscimento valorizza iniziative di ripristino su larga scala e di lungo periodo che contribuiscono agli obiettivi globali di recupero degli ecosistemi degradati. Secondo i dati diffusi dalle Nazioni Unite, i 35 progetti finora riconosciuti puntano complessivamente a ripristinare oltre 74 milioni di ettari, più di 19 milioni dei quali sono già interessati da interventi.
“A metà del Decennio delle Nazioni Unite per il ripristino degli ecosistemi, i riconoscimenti World Restoration Flagship dimostrano che la natura può rigenerarsi se le diamo la possibilità di farlo”, ha dichiarato Inger Andersen, direttrice esecutiva dell’UNEP, richiamando al tempo stesso la necessità di accelerare e ampliare gli interventi per raggiungere gli obiettivi fissati al 2030.

