Cronaca

Uomo morto dopo rapina metropolitana De Angeli Milano, le polemiche, i dati, i fatti

Pisapia Secondo quanto rilasciato da Pisapia ieri, a Radio Popolare, “la città è profondamente migliorata ed è riconosciuto dappertutto, tranne che dai milanesi”.

 

Un’uscita che fa discutere, poiché Milano è la città dove, nel 2012, le rapine in pubblica via sono aumentate del 5,2%, mentre quelle in esercizi commerciali del 30,2% e quelle in abitazione dell’esorbitante 52,3% (dati della Questura di Milano).

 

Aumentati anche i furti, con le diverse modalità del +9,3% per quelli in abitazione; +10,5% quelli in esercizi commerciali; +23,5% quelli con strappo.

 

Brutte notizie anche sul fronte delle violenze sessuali, arrivate al +9%, con 513 casi all’anno, pari a 1,4 violenze sessuali compiute al giorno.

 

Dati che vanno oltre le parole, quindi, e che ogni giorno vengono confermati con episodi criminali che vanno dalla periferia, al centro, e viceversa, sull’onda di una sensazione di mancanza di un deterrente che rifluisce in tutti i quartieri della città.

 

A farne le spese, purtroppo, i cittadini, che in una banale giornata come oggi (mercoledì 4 dicembre 2013, ndr), sono rimasti shockati da quanto accaduto nel mezzanino della metropolitana De Angeli in pieno pomeriggio, alle 17.50.

 

In base a quanto riferito dalla Polizia, un uomo di 65 anni è stato rapinato da tre malviventi presumibilmente di origine est-europea.

 

Alcuni agenti della Polmetro hanno udito le grida della vittima, mentre i rapinatori erano già riusciti a dileguarsi.

 

Immediati i soccorsi nei confronti del 65enne, che è stato raggiunto dagli agenti, dal personale del 118 e trasportato verso l’ospedale San Carlo.

 

Purtroppo, i soccorsi si sono rilevati però inutili: nella città dove ci sarebbero ovunque grandi miglioramenti, il 65enne appena rapinato nel mezzanino della metropolitana si è accasciato in ambulanza ed è morto.

 

Al momento la Scientifica sta cercando di appurare se l’uomo abbia avuto un malore o abbia battuto la testa, cadendo durante l’aggressione.

 

In questo senso, per le indagini saranno di grande rilevanza le eventuali testimonianze oculari e i filmati della videosorveglianza.

 

Solo stamattina, in via Padova, un’altra aggressione, questa volta ai danni di un uomo di 36 anni, marocchino, che alle 8,30 stava camminando sul marciapiede.

 

Improvvisamente il 36enne è stato avvicinato (anche in questo caso) da tre uomini, che gli si sono avventati contro tempestandolo di calci e pugni.

 

Il tutto, per il considerevole “bottino” di  50 euro in contanti e uno smartphone.

 

E mentre i cittadini cadono a terra (chi per lesioni guaribili, chi per lesioni letali), giusto di ieri anche la conferma che la stessa Polizia di Stato, a Milano, verrà dotata di bombolette al peperoncino per difendersi dalle aggressioni entro il raggio di tre metri (tale sperimentazione, varata dalla scorsa Giunta in favore degli agenti della Polizi locale, era stata subito cancellata nel 2011 da Pisapia, non appena iniziato il suo mandato da Sindaco).

 

Ma questo, perché “la città è profondamente migliorata ed è riconosciuto dappertutto. Tranne che dai milanesi”.

 

AGGIORNAMENTO del 5 dicembre 2013 ore 10,00: La Questura ha comunicato gli esiti delle indagini, al momento ancora in atto, volte a chiarire la dinamica che ha condotto al decesso di Francesco Tatoli.

– I tre giovani romeni, due minorenni e un maggiorenne, fermati dagli agenti della Polfer alle 18 circa di ieri, sono stati individuati e identificati, risultando incensurati.

– La Questura ha chiarito che al momento i tre non sono nemmeno indagati a piede libero poiché, dalle immagini delle telecamere dell’Atm, non sono emersi contatti tra i sospetti e la vittima.

– In base ai filmati, quindi, la Polizia ipotizza che Tatoli abbia pensato di essere stato vittima di un borseggio, o che abbia creduto che i tre stessero adocchiando potenziali vittime da scippare di lì a poco.

– Proprio tale ricostruzione sarebbe avvalorata che dal fatto che i due agenti della Polmetro, intervenuti sul posto, erano scesi alla fermata De Angeli in quanto, lì, erano stati segnalati più volte borseggi.

– Verosimili, in questo senso, anche le grida che hanno attirato l’attenzione degli agenti della Polfer, pronunciate dal 65enne prima di spirare: “Smettetela di mettere le mani nelle tasche della gente” .

– Mentre le indagini rimangono in atto, i tre sospettati rimangono comunque al centro dell’attenzione poiché, se venisse confermato il legame tra loro e la morte del 65enne, potrebbero rischiare un’accusa di omicidio colposo.

 

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Di Redazione

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