Il ritratto di Dorian Gray, ovvero la moda dell’Eccesso
Il ritratto di Dorian Gray, ovvero La moda dell’Eccesso, di Oscar Wilde nella riscrittura e allestimento di Annig Raimondi, una produzione PACTA . dei Teatri, torna in scena dopo il successo dello scorso anno dal 9 al 19 aprile al PACTA Salone di Milano, parte della rassegna DonneTeatroDiritti.
Dorian Gray è un giovane bellissimo che fa della sua bellezza un culto insano. Quando Basil, pittore suo amico, gli regala il suo ritratto, ne è totalmente sconvolto desiderando rimanere per sempre bello e giovane come il ritratto. Il suo voto viene esaudito e il ritratto non rappresenterà tanto il corpo, quanto l’anima e la progressiva corruzione della coscienza. Dorian si lascerà andare a una vita di piaceri senza scrupolo morale facendo soffrire quanti lo amano. L’esistenza di Dorian diventerà sempre più degradata e il ritratto gli ricorderà la menzogna della sua vita, ponendogli davanti il suo vero volto, una maschera atroce. Annig Raimondi rilegge Wilde come un apologo sull’identità e sull’eccesso, tra narcisismo e desiderio.
Il ritratto di Dorian Gray, scritto da Oscar Wilde nel 1890
Spiega la regista Annig Raimondi: “sembra essere il precursore della società postmoderna, basata sul culto narcisistico dell’immagine e caratterizzata dalla diffusione dell’estetizzazione degli aspetti della propria vita. Un irrefrenabile desiderio dell’eterno è il punto in comune.
In questa messa in scena (una discesa agli inferi sempre più profonda, mascherata dalle buone maniere), dominano la scena tre misteriosi custodi, le cui vite sono indissolubilmente legate a quel ritratto. Una triade allegorica che nasce dalla scissione della greca configurazione di kalòs e agathòs, bello e buono/giusto.
L’elemento del buono è rappresentato da Basil, il pittore esteta; Dorian/Narciso, è il bello sino a trans-gredire nel territorio opposto. Terzo componente è Lord Henry Wotton, il voyeur, l’occhio che guarda impartecipe, l’influencer. Figure che espongono l’impossibile polarizzazione di quelle categorie la cui netta separazione è funzionale al mantenimento dell’ordine sociale: maschio/femmina, bene/male, ragione/istinto, emotivo/cognitivo.
In una società in cui questo ordine binario permette il controllo e il condizionamento delle coscienze, di contro Wilde richiama alla molteplicità delle direzioni in cui una personalità si può sviluppare, anticipando le discussioni contemporanee su genere, sessualità e identità personale”.
PACTA Salone
Dal 9 al 19 aprile
Il ritratto di Dorian Gray, ovvero La moda dell’Eccesso
di Oscar Wilde
drammaturgia e regia Annig Raimondi
con Francesco Errico, Anna Germani, Stefano Tirantello
scene Isolde Michelazzi
musiche originali You go, you charm di Maurizio Pisati, Tannhäuser di Richard Wagner
costumi Nir Lagziel
disegno luci Manfredi Michelazzi (AILD)
creazioni Sembianze preziose di Marlene Pisati
assistente alla regia Filippo Natola
si ringraziano Elena Polvani, Fulvio Michelazzi, Eliel Ferreira De Sousa, Michele Magliaro
produzione PACTA . dei Teatri
Durata: 70’



