Il Comune di Milano pubblica il primo vademecum in legal design sugli atti di nascita

Milano, 2 aprile 2026 – Rendere più semplici e accessibili le informazioni su un momento fondamentale della vita come la nascita di una figlia o di un figlio. È questo l’obiettivo del nuovo vademecum sugli atti di nascita del Comune di Milano, realizzato in legal design – la metodologia che si propone di rendere i contenuti legali e amministrativi più accessibili e comprensibili anche alle persone non esperte – per accompagnare le famiglie nella comprensione di diritti, doveri e procedure amministrative.
Il documento, sviluppato e donato al Comune di Milano da Design Rights – la principale realtà italiana di legal design – traduce il linguaggio giuridico-amministrativo in contenuti chiari, visivi e facilmente consultabili, rendendo più immediata la comprensione di passaggi spesso complessi.
Il vademecum spiega in modo semplice che cos’è l’atto di nascita, quali informazioni contiene e perché rappresenta un passaggio fondamentale: con la registrazione, infatti, la persona viene formalmente riconosciuta dallo Stato e acquisisce diritti civili e sociali.
Ampio spazio è dedicato anche agli aspetti pratici, come le modalità e le tempistiche della dichiarazione di nascita – entro tre giorni presso la struttura sanitaria oppure entro 10 giorni presso il Comune – e alle differenze tra registrazione anagrafica e stato civile.
La guida approfondisce, inoltre, i diritti del bambino e le responsabilità dei genitori, chiarendo come dalla registrazione derivi il rapporto di filiazione e la responsabilità genitoriale, con i relativi diritti (cura, rappresentanza, decisioni educative e sanitarie) e doveri (mantenimento, educazione, assistenza morale).
Particolare attenzione è riservata alle situazioni familiari più complesse o meno conosciute. Il vademecum chiarisce, ad esempio, cosa accade nel caso di figli di genitori non sposati, spiegando il tema del riconoscimento e del pre-riconoscimento, e ribadisce il principio che tutti i figli hanno gli stessi diritti, indipendentemente dallo stato civile dei genitori.
Un focus specifico, poi, è dedicato alle famiglie omogenitoriali, con l’obiettivo di offrire un orientamento concreto in un ambito ancora caratterizzato da un quadro normativo lacunoso e giurisprudenziale in evoluzione. La guida illustra i diversi percorsi legati alla formazione dell’atto di nascita, distinguendo tra nascite in Italia e all’estero e tra diverse modalità di procreazione, come la procreazione medicalmente assistita (PMA) e la gestazione per altri (GPA), tenendo conto anche delle più recenti pronunce della Corte costituzionale.
Attualmente in Italia i due percorsi possibili per una coppia omogenitoriale per avere un figlio o figlia, la Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) e la Gestazione Per Altri (GPA), non sono per legge accessibili.
Per i figli nati in Italia, da due mamme, viene formato l’atto di nascita con il nome di entrambe le madri a seguito della sentenza n.68/2025 della Corte Costituzionale, del 22 maggio 2025, che ha riconosciuto il diritto di registrare la nascita anche con le generalità della madre cosiddetta intenzionale. A partire da quella data, sino ad oggi, il Comune di Milano ha effettuato 77 atti di nascita di bambine e bambini nati in Italia da due mamme.
Non è previsto, invece, alcun riconoscimento in ragione del divieto assoluto di GPA in Italia. La naturale conclusione di un percorso di GPA presuppone la nascita nel Paese estero in cui tale percorso è stato avviato e dove è regolamentato.
“Con questo vademecum – dichiarano gli assessori Gaia Romani (Servizi civici) e Lamberto Bertolé (Welfare e Salute) – abbiamo voluto compiere un’azione di trasparenza, perché crediamo che sia un dovere delle istituzioni rendere più semplice l’accesso alle pratiche amministrative, oltre che affrontare con chiarezza una materia complessa, che continua a muoversi dentro un quadro legislativo insufficiente per molte famiglie. Siamo particolarmente orgogliosi che Milano sia il primo grande Comune in Italia a dotarsi di uno strumento di legal design su questi temi, con l’obiettivo di rendere i diritti davvero conoscibili e quindi fruibili da tutte e tutti. Non è la prima volta che questa Amministrazione decide di non restare ferma davanti ai vuoti normativi: lo abbiamo già fatto quando, in assenza di certezze giuridiche, abbiamo scelto di garantire comunque i diritti dei minori, assumendoci una responsabilità politica chiara, anche quando significava percorrere strade non ancora pienamente riconosciute. Continueremo a farlo, perché crediamo che le istituzioni abbiano il dovere di supportare la cittadinanza nell’affrontare i cambiamenti e auspichiamo che il legal design possa diventare sempre più uno strumento diffuso, al servizio di una pubblica amministrazione che diventa così più accessibile e vicina alle persone”.
“Questo vademecum – afferma Layla Pavone, Coordinatrice del Board per l’innovazione tecnologica e la trasformazione digitale del Comune di Milano – costruito attraverso la tecnica del legal design rappresenta un passo decisivo verso una comunicazione più chiara e inclusiva, che troverà una piena attuazione anche all’interno del sito del Comune di Milano. Infatti, grazie a questa metodologia, le informazioni saranno integrate nel nuovo sito, completamente rifatto sulla base di una user experience totalmente ridisegnata, anche grazie alla collaborazione con i cittadini e le cittadine, offrendo un accesso più dinamico e personalizzato. In questo modo, il legal design diventa uno strumento strategico anche nella rappresentazione digitale delle informazioni dei servizi civici e dei diritti che i cittadini e le cittadine posso esercitare, rendendo le informazioni legali online più chiare, accessibili e facilmente comprensibili per tutti, trasformando testi e processi complessi in contenuti visivi, interattivi e intuitivi”.
“Questo documento è nato all’interno di un bellissimo confronto che abbiamo avuto con l’Assessorato ai Servizi Civici sul legal design – conclude Lorenzo Zorzi, co-founder di Design Rights e responsabile del progetto –. Abbiamo, insieme, deciso di applicare questa metodologia di progettazione per dare un senso concreto ai principi dell’amministrazione condivisa con l’obiettivo di rendere tutti i cittadini consapevoli dei propri diritti, anche in ambiti particolarmente complessi e delicati come quello della registrazione dei figli e figlie di coppie omogenitoriali”.
Il vademecum, presentato oggi in conferenza stampa a Palazzo Marino, è disponibile online sul sito del Comune di Milano.



