Intelligenza Artificiale, AmCham Italy: Milano sede di un nuovo pilastro ONU per la governance
Crolla: «Non un nuovo regolatore, ma la piattaforma multilaterale che oggi manca. Compliant con la linea light-touch adottata dal G20 a Chapel Hill. Nasce un Comitato Promotore civico e trasversale del sistema milanese e lombardo»

Milano, 15 settembre 2026 – Il dibattito internazionale sul futuro dell’Intelligenza Artificiale accelera. Nelle ultime ore, Dario Amodei, cofondatore e CEO di Anthropic, ha pubblicato il saggio «We Must Pace the Frontier», proponendo un piano in tre passi che culmina in un coordinamento globale della sicurezza dei modelli più avanzati.
Di segno diverso le dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che dall’Irlanda ha ribadito la centralità della leadership americana sull’AI rispetto alla Cina, ridimensionando le richieste di rallentamento. Due posizioni distanti che, secondo l’American Chamber of Commerce in Italy, confermano la necessità di un luogo permanente e multilaterale di confronto sulla governance dell’AI, capace di coinvolgere governi, imprese, comunità scientifica e società civile.
È in questo scenario che AmCham Italy rilancia la proposta di Milano come sede di un nuovo pilastro delle Nazioni Unite dedicato alla governance dell’Intelligenza Artificiale: non una nuova agenzia, non un ulteriore livello di regolamentazione, ma una struttura leggera di coordinamento orizzontale capace di connettere le iniziative già esistenti e di offrire una bussola etica al servizio delle regole che gli Stati e le società si daranno.
La proposta è pienamente coerente con i Carolina Principles for Emerging Technologies adottati per consensus dai Ministri dell’Innovazione del G20 a Chapel Hill il 2 settembre scorso, con la stessa adesione della Repubblica Popolare Cinese. Il quadro G20 sceglie un approccio settoriale, proporzionato e adattabile, ed esclude la costruzione di nuove strutture regolatorie onnicomprensive sull’AI.
Il pilastro milanese si colloca esattamente nello spazio complementare che quel quadro lascia aperto: il piano propriamente multilaterale delle Nazioni Unite e la dimensione etica e umanocentrica di indirizzo. Non aggiungendo ulteriore carico normativo, non duplica competenze esistenti, non contraddice la linea light-touch che Washington ha sostenuto al tavolo G20.
«Ci sono in queste ore due voci autorevoli e distanti sul futuro dell’AI. Non spetta ad AmCham Italy stabilire quale sia la risposta regolatoria giusta. Il nostro punto è un altro: proprio la distanza tra queste posizioni dimostra quanto sia urgente creare un luogo stabile in cui governi, imprese e comunità scientifica possano confrontarsi. La proposta di Milano è, per costruzione, compliant con i Carolina Principles adottati dal G20: offre il piano di coordinamento multilaterale che il quadro G20 esplicitamente non copre. In questo senso è allineata alle stesse preoccupazioni espresse dal Presidente Trump: nessuna nuova burocrazia sovranazionale, ma la cornice istituzionale che permette a un’industria globale di operare con regole chiare, coordinamento tra Stati e presidio della dimensione dei diritti fondamentali», dichiara Simone Crolla, Managing Director di American Chamber of Commerce in Italy.
Attorno alla candidatura di Milano si sta costituendo, per iniziativa di AmCham Italy, un Comitato Promotore civico e trasversale, che riunirà le rappresentanze imprenditoriali, commerciali, accademiche, scientifiche, professionali e finanziarie del territorio milanese e lombardo. AmCham Italy figura come primo firmatario del Manifesto pubblico per il merito storico dell’ideazione della proposta, ma il Comitato non è un’iniziativa di parte né una piattaforma a marchio AmCham: nessun logo prevale sugli altri e nessuna istituzione parla a nome delle altre. Assolombarda, con il Presidente Alvise Biffi, ha aderito come secondo firmatario; Silvio Savarese, Executive Vice President e Chief Scientist di Salesforce AI Research e unico membro italiano dell’Independent International Scientific Panel on AI delle Nazioni Unite, ha aderito a titolo personale come terzo firmatario. Il dossier appartiene a Milano e al sistema-Paese.
«Non abbiamo bisogno di aggiungere un altro appello ai molti che già esistono. Abbiamo bisogno del luogo in cui questi appelli, anche quando esprimono visioni differenti, possano diventare confronto, cooperazione e capacità di azione. Milano si candida a essere quel luogo, con una coalizione civica e trasversale del proprio sistema produttivo, accademico e scientifico», conclude Crolla.



