L’attore Giovanni Betto ripropone il racconto “Libera nos a Malo”
Trezzo sull’Adda, 25 giugno 2026 – Liberaci dal male. O da Malo, dipende dai casi. Luigi Meneghello, scrittore e partigiano vicentino, fra i più importanti autori del secondo Novecento, si divertiva a giocare con le parole: una delle sue opere più famose, Libera nos a Malo (1963), mescola con ironia il celebre verso del Padre Nostro con il paese che gli diede i natali.
L’attore Giovanni Betto ripropone il racconto con rinnovata leggerezza: sarà in scena sabato 27 giugno alle 21.15 presso il cortile del Comune di Trezzo sull’Adda (via Roma 5). “Libera nos a Malo” nasce dal legame profondo dell’autore con le proprie origini: attraverso gli occhi di un bambino di 8-9 anni, vengono descritti i costumi, i vizi, le virtù, gli usi religiosi, il rapporto con il lavoro e con le donne. Al centro della pièce c’è tutta l’umanità di un piccolo borgo di provincia a cavallo fra gli anni ’20 e ’30 del secolo scorso, la vivacità e le contraddizioni che lo rendevano vivo.
La voce di Giovanni Betto accompagna il pubblico dentro una scrittura ricca, gustosa e sorprendente, dove il ricordo personale diventa racconto collettivo. Un appuntamento dedicato a chi ama la letteratura italiana, il teatro di parola e quelle storie che sanno custodire la memoria dei luoghi senza perdere leggerezza.
Giovanni Betto
Si è formato con diversi attori e registi fra cui Mirko Artuso, Andrea Pennacchi, Ramiro Besa, Giacomo Rossetto, Anna Tringali. Ha perfezionato lo studio della drammaturgia con il regista e drammaturgo Giorgio Sangati, la commedia dell’arte con l’attore Fabrizio Paladin e il Teatro del Norte di Oviedo, il cinema con Maria Roveran e l’uso della voce con la vocal-coach Chiara Veronese.
Con Effetti Personali Teatro debutta nel 2010 con Un principe, una volpe, una rosa, liberamente ispirato a Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry e nel 2012 porta in scena il monologo Una colomba, di Luciano Colavero, testo finalista al Premio Riccione.
Nel 2017 è nel cast del film Finché c’è prosecco c’è speranza di Antonio Padovan. Nel 2025 debutta in provincia di Treviso il suo nuovo spettacolo L’obbedienza non è una virtù. Il cuore di don Lorenzo Milani, incentrato sulla figura del sacerdote di Barbiana.
Il monologo Neve, da lui scritto e interpretato per la regia di Mirko Artuso, è dedicato al nonno disperso in Russia e a tutti coloro che avrebbero potuto esserci ma non ci sono stati.


