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Suicidi Italia crisi economica, 34 vittime da inizio anno; analogie con il caso di France Telecom e analisi

Pozzuoli, Martellago e Troina sono solo gli ultimi comuni oggetto di un fenomeno che, dall’inizio del 2012, si è aggravato raggiungendo picchi impensabili fino a pochi mesi fa. La crisi economica si fa sentire in tutta la sua durezza e, molte volte, diventa impossibile da superare soprattutto dal punto di vista psicologico. La soluzione, in 34 casi da inizio 2012, è stata solo una: il suicidio. Ma cosa c’è dietro questo fenomeno? Lo si può paragonare a quanto accaduto in France Telecom tra il 2008 ed il 2009? E, soprattutto, c’è un rischio emulazione?

 

I DATI DELLA CGIA DI MESTRE – Solo pochi giorni fa, la Cgia di Mestre aveva rilasciato l’ultimo bollettino: “Dopo l’ennesima tragedia verificatasi nei giorni scorsi in provincia di Treviso, dall’inizio dell’anno ad oggi sono 32 i suicidi che hanno colpito altrettanti imprenditori a livello nazionale”.

– La Regione italiana più colpita è il Veneto che, ad inizio mese, registrava 10 suicidi di piccoli imprenditori. Di seguito la tabella completa:

 

REGIONE

NUMERO SUICIDI

Veneto

10

Puglia

4

Sicilia

4

Toscana

3

Sardegna

2

Lazio

2

Campania

1

Lombardia

1

Friuli Venezia-Giulia

1

Emilia Romagna

1

Marche

1

Abruzzo

1

Liguria

1

TOTALE

32

 

 

GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI – Non finisce qui. Il triste conteggio deve essere quotidianamente aggiornato; nel weekend appena trascorso si sono verificati altri tre casi per certi versi simili e, per altri, differenti:

– Sabato pomeriggio è arrivata la notizia che un 72enne di Pozzuoli (Napoli) si è sparato alla testa con la sua pistola dopo aver ricevuto, poco tempo prima, una cartella esattoriale da 15mila euro. Ai suoi cari ha lasciato un biglietto per motivare il gesto estremo: “La dignità vale più della vita”. L’uomo versa in condizioni disperate all’ospedale di Napoli.

– Gaetano Trovato, 47enne residente a Troina (Enna), si è impiccato dopo aver ricevuto la comunicazione di una riduzione del proprio orario di lavoro dalla ditta nella quale lavorava.

– Federico Pierobon, artigiano 40enne di Martellago (nel veneziano), si è tolto la vita a causa delle continue difficoltà nel pagamento del mutuo. L’uomo, prima di compiere il gesto estremo, ha mandato un sms alla ragazza che, dopo averlo letto, ha messo in moto la macchina dei soccorsi. Ormai non c’era più nulla da fare.

 

LO STUDIO ‘MADE IN USA’ – Non solo la Cgia di Mestre. Il monito su questo fenomeno viene lanciato anche dal Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) Usa.

– Il tasso di suicidio, come viene confermato dalla ricerca,  “sale e scende in connessione con l’economia. E il record negativo negli Usa si è registrato, non a caso, con la Grande Depressione: +22,8% in quattro anni”. Sono queste le parole di Maurizio Pompili, responsabile del Servizio di prevenzione del suicidio dell’ospedale Sant’Andrea di Roma.

– E qui viene, d’obbligo, il parallelismo tra la situazione attuale e quella del 1929: “Il problema è che i fallimenti ci sono sempre stati, ma ultimamente le notizie delle morti hanno una cadenza allarmante. Emerge una particolare fragilità”.

– Lo studio americano pubblicato sul Journal of Public Health indaga l’impatto che i cicli economici hanno sul tasso dei suicidi dal 1928 al 2007 in Usa. “Sapere che i suicidi aumentano in fase di recessione e crollano in periodi di espansione economica evidenzia la necessità di ulteriori misure di prevenzione di questo gesto proprio quando l’economia si indebolisce”, afferma Mercy James, direttore ad interim del Cdc’s Injury Center’s Division of Violence Prevention.

– Lo stesso trend lo si ritrova in Italia; tra il 2008 ed il 2010, segnala la Cgia di Mestre, i suicidi per motivi economici sono saliti del 24,6%.

 

MA QUALI SONO LE CAUSE? – Come sottolinea la stessa Cgia di Mestre “difficile dare una risposta esaustiva tuttavia, la mancanza di liquidità è il denominatore comune che si riscontra in quasi tutti questi drammi: senza contare che molti imprenditori, a seguito del mancato pagamento da parte dei committenti, sono sprofondati nella crisi più profonda senza riuscire a risollevarsi”.

– Gli esperti americani della ricerca presentata sopra sostengono che “I problemi economici possono avere un impatto su come le persone guardano a se stesse e al loro futuro, ma anche sui rapporti con famiglia e amici. Insomma, le recessioni possono anche alterare intere comunità”.

 

IL CASO FRANCE TELECOM – 23 suicidi in 18 mesi. E’ questo il bollettino di guerra fatto registrare non da una intera nazione, ma da un’azienda. Stiamo parlando del biennio 2008-2009 e di France Telecom.

– L’operatore storico delle telecomunicazioni transalpine venne messo sotto accusa per i suoi metodi di direzione, per la sua gestione del personale, per una disinvoltura nel ricorso alla mobilità ed ai licenziamenti in blocco.

– In realtà il fenomeno dei suicidi non fu una novità e, secondo il management aziendale, era addirittura più numeroso gli anni addietro: nel 2002, per esempio, furono ben 29 i dipendenti uccisisi.

– Le cause toccano ancora una volta il lato psicologico del lavoro; un’azienda pubblica e monopolista sino alla fine degli anni ’90 che, improvvisamente, si è trovata ad affrontare una concorrenza aperta ed accesa nel settore delle telecomunicazioni.

– I duri metodi di gestione hanno fatto il resto: i tagli verticali e la paura di perdere il posto di lavoro hanno fatto cedere psicologicamente una importante fetta di dipendenti. Ed ecco i risultati.

 

PRIMA DI CHIUDERE … L’EFFETTO WERTHER – Il sociologo David Phillips ha parlato di Effetto Werther con riferimento al romanzo “I dolori del giovane Werther” di Johann Wolfgang Goethe (1774). In questo racconto, il protagonista si suicida perché innamorato di una ragazza legata ad un altro. Negli anni successivi alla pubblicazione di tale romanzo si notò un incremento dei suicidi di tutti coloro che avevano letto tale libro.

– L’effetto Werther, quindi, fa riferimento al fenomeno di emulazione per cui la notizia di un suicidio, pubblicata dai mezzi di comunicazione di massa, provoca all’interno della società una catena di altri suicidi.

– Anche in Italia, dopo la pubblicazione nel 1802 del romanzo “Ultime lettere di Jacopo Ortis” da parte di Ugo Foscolo, si registrò un fenomeno analogo a quello de “I dolori del giovane Werther”.

– Tale teoria è supportata anche da fatti più recenti: all’indomani del suicidio di Marilyn Monroe, a Los Angeles, si verificò un incremento del 40% dei suicidi.

 

CRISI E SUICIDI: FENOMENO REALE O RISCHIO EMULAZIONE? – Lo psichiatra americano Jerome A. Motto ha sottolineato che l’importanza nel verificarsi dell’effetto Werther sia da ricondurre non solo al modo in cui la notizia viene presentata al pubblico dai mezzi di informazione, ma anche dall’identificazione del soggetto con il suicida.

– Quest’ultima considerazione fa emergere una questione quanto mai delicata, ma attuale: le notizie che arrivano quotidianamente dalla cronaca preoccupano ma, in molti casi, sarebbe interessante un’analisi più approfondita della situazione di colui che si è tolto la vita.

– Interventi mirati, non solo dal punto di vista economico, sono necessari per mettere un freno al rischio emulazione e per sottolineare che il suicidio non deve essere considerata una soluzione.

 

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– Il nostro Staff riserverà la massima attenzione ad ogni caso ricevuto, al fine di stare vicino ad ogni cittadino

 

AGGIORNAMENTO del 9 maggio 2012 ORE 9,00 – Purtroppo si è verificato ieri un nuovo tragico suicidio a causa della crisi: un imprenditore di 60 anni si è impiccato al Parco delle Groane, nel Milanese. Per l’approfondimento CLICCA QUI

 

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