Addio a Gianpaolo Bellini, ideatore dell’esperimento Borexino
“La scomparsa di Gianpaolo rappresenta una grave perdita per tutta la comunità scientifica e, in particolare, per i Laboratori Nazionali del Gran Sasso,” racconta Ezio Previtali, direttore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN. “Gianpaolo è stato tra i promotori dei nostri laboratori e ha dedicato una parte rilevante della sua carriera scientifica a proporre, sviluppare e guidare l’esperimento Borexino. La sua forte personalità e il suo approccio deciso hanno contribuito allo sviluppo delle linee scientifiche da lui promosse e gli hanno consentito di superare le numerose difficoltà legate alla realizzazione di un esperimento così complesso come Borexino. La sua eredità scientifica sarà un punto di riferimento per le future generazioni di fisici e per molti degli esperimenti che nasceranno dalle idee da lui proposte.”
“Ho condiviso con Gianpaolo un lunghissimo tratto di strada di attività scientifica, centrato sull’avventura assolutamente unica ed esaltante di Borexino,” ricorda Gioacchino Ranucci, ricercatore dell’INFN e co-portavoce della Collaborazione scientifica Borexino, “Il successo dell’esperimento si deve alla solidissima guida scientifica di Gianpaolo che, da grande scienziato e capacissimo manager, lo ha portato brillantemente a termine superando difficoltà e ostacoli. Non solo noi colleghi di Borexino non dimenticheremo mai Gianpaolo, ma l’eredità scientifica dei risultati dell’esperimento rimarrà a testimonianza della sua straordinaria esperienza umana e di scienza. Oggi piango, oltre al collega, il fratello maggiore con cui ho vissuto una profonda e sincera amicizia.”
Il valore del suo contributo scientifico è stato riconosciuto da numerosi e prestigiosi premi internazionali. Nel 2016, Bellini ha ricevuto il Premio Bruno Pontecorvo del Joint Institute for Nuclear Research di Dubna, “per i suoi eccezionali contributi allo sviluppo di metodi di rivelazione di neutrini a bassa energia, la loro realizzazione nel rivelatore Borexino e gli importanti risultati sui neutrini solari e i geo-neutrini ottenuti da questo esperimento”. E nel 2017 è stato insignito del Premio Enrico Fermi della Società Italiana di Fisica, “per i cruciali contributi alla fisica e all’astrofisica del neutrino presso il laboratorio sotterraneo del Gran Sasso”.
Prima dell’avventura di Borexino, Bellini aveva già dato contributi fondamentali alla fisica delle alte energie. Tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Novanta guidò gruppi congiunti dell’Università di Milano e dell’INFN impegnati in esperimenti al CERN, all’Istituto per la Fisica delle Alte Energie di Protvino, in Russia, e al Fermilab.
La sua carriera si è intrecciata profondamente con la crescita dell’INFN. Componente del Consiglio Direttivo dal 1973 al 1983, ne è stato vicepresidente dal 1983 al 1989, e ha presieduto il Comitato Nazionale di Calcolo dell’ente tra il 1981 e il 1983. Ha inoltre coordinato il programma nazionale sulla superconduttività applicata agli acceleratori LEP2 e LHC, contribuendo allo sviluppo di tecnologie destinate a grandi infrastrutture di ricerca internazionali.
All’Università degli Studi di Milano, dove è stato professore ordinario dal 1976, ha formato generazioni di ricercatrici e ricercatori, dirigendo anche la Scuola di Dottorato in Fisica, Astrofisica e Fisica Applicata dal 2003 al 2008.
È stato membro del Consiglio dell’European Physical Society dal 1980 al 1983, dell’European Committee for Future Accelerators dal 1983 al 1986. Ed è stato consulente per il Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca (CIVR), membro dell’Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere e socio onorario della Società Italiana di Fisica.


