Il Comune capofila del progetto “Derive e Approdi” contro la tratta e lo sfruttamento degli esseri umani
Bertolé: “Derive e Approdi ci ha permesso di supportare da subito gli ex operai del cantiere del consolato americano, ma il sistema emerso non è un caso isolato: fondamentale proseguire nel lavoro”

Il Comune di Milano rinnova il suo impegno nel contrasto alla tratta e allo sfruttamento degli esseri umani. Attraverso l’approvazione di una delibera, la Giunta ha, infatti, deciso di aderire al “Bando 8 – Programma unico di emersione, assistenza e inclusione sociale” lanciato dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri per il finanziamento di progetti attuati a livello territoriale con l’obiettivo di intercettare, supportare e accogliere le persone vittime di tratta.
Milano, come capofila di una rete di enti del Terzo settore che verranno selezionati con apposita procedura pubblica, si propone di proseguire l’impegno avviato fin dall’anno 2017 candidando la proposta progettuale “Derive e Approdi” per gli ambiti della città Metropolitana di Milano e delle province di Monza Brianza, Sondrio, Como e Varese.
“L’utilità e l’importanza di questo progetto per il territorio milanese è oggi quanto mai evidente a tutti e tutte, dopo quanto emerso in relazione al cantiere per la costruzione del consolato americano – commenta l’assessore al Welfare e Salute Lamberto Bertolé –. Grazie a Derive e Approdi, abbiamo potuto intervenire tempestivamente per fornire assistenza agli operai sfruttati e successivamente licenziati, assicurandoci che potessero trovare riparo nei centri di accoglienza del Comune e supporto nel percorso per l’affermazione dei loro diritti come esseri umani, prima ancora che come lavoratori. Nei prossimi mesi, attraverso il Celav, li accompagneremo in percorsi di formazione e riqualificazione per trovare alternative lavorative sicure. Il sistema emerso in questo contesto, però, non è purtroppo un caso isolato ed è per questo che il tema del lavoro povero e dello sfruttamento non possono essere affrontati soltanto quando esplodono le emergenze. Servono controlli, strumenti stabili di tutela e inclusione, risorse adeguate. I comuni sono spesso in prima linea nell’intercettare le situazioni più difficili e nel costruire risposte. Ma non possono essere lasciati soli. Contrastare lo sfruttamento significa non lasciare sole le persone che lo subiscono. Ma significa soprattutto costruire un sistema nel quale lavorare non voglia mai dire rinunciare alla propria dignità”.
Il progetto, attraverso il quale sono stati presi in carico una quarantina di operai che hanno lavorato nel cantiere del nuovo consolato Usa, prevede innanzitutto di lavorare per intercettare le potenziali vittime di tratta e grave sfruttamento (sessuale, lavorativo, economie illegali, accattonaggio, matrimoni forzati, adozione illegale, maternità surrogata e traffico d’organi) attraverso l’utilizzo di unità mobili che monitorano il territorio e degli sportelli di ascolto tramite i quali è possibile stabilire un primo contatto e fornire un orientamento sui servizi a disposizione e sulle procedure da seguire.
Viene inoltre garantita la reperibilità telefonica h24 per il raccordo con il numero nazionale antitratta e la messa in protezione attraverso le strutture di pronto intervento. La prima e la seconda accoglienza in alloggi protetti sono poi alla base dei percorsi individualizzati di integrazione e reinclusione che mirano a costruire o ricostruire l’autonomia della persona attraverso interventi educativi, di supporto psicologico e finalizzati alla ricerca della casa e del lavoro.
Se il progetto – che avrà una durata di 18 mesi, a partire dal 1° dicembre 2026 – verrà ritenuto idoneo, otterrà un finanziamento di 3 milioni di euro a cui si aggiungeranno 703mila euro messi a disposizione dall’Amministrazione, per un totale di oltre 3,7 milioni di euro.
Il Comune di Milano, in quanto capofila della progettazione, ha avviato, tramite la pubblicazione di un avviso pubblico, le procedure per l’individuazione dei partner attuatori attraverso la raccolta di manifestazioni di interesse.
“Derive e Approdi” esiste dal 2017 e ha ottenuto in questi anni importanti risultati: nell’ultimo semestre monitorato (agosto 2025-gennaio 2026), ci sono state 252 uscite delle unità mobili del progetto, durante le quali sono stati attivati 1.445 contatti con le persone (per il 77% vittime di sfruttamento sessuale, per il 12% vittime di sfruttamento lavorativo, per l’11% persone costrette all’accattonaggio).


