Bilancio dell’estate 2026, le concentrazioni di ozono della Pianura Padana
Legambiente diffonde i dati del bilancio dell’estate 2026 sulle concentrazioni di ozono della Pianura Padana

Dalla morsa dell’ozono estivo al ritorno delle polveri sottili invernali: in Pianura Padana l’emergenza inquinamento atmosferico non conosce tregua stagionale, strettamente connessa al cambiamento climatico. A ricordarlo è Legambiente che, in occasione del V Summit “Aria Pulita per il Veneto” che si è tenuto oggi a Venezia – promosso da Legambiente Veneto con la Regione e Arpa Veneto -, pubblica il bilancio dell’estate 2026 sulle concentrazioni di ozono nelle quattro regioni della Pianura Padana (Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto).
Secondo l’associazione ambientalista l’estate 2026 è stata nera per le città capoluogo padane, non solo per le temperature record, ma anche per gli elevati livelli di ozono troposferico registrati dalle centraline urbane di monitoraggio della qualità dell’aria: dal 1° maggio al 30 settembre 2026 in tutte le 35 città capoluogo nell’area del bacino padano è stato superato il limite previsto dalla normativa di 25 giorni all’anno di sforamenti.
Nel dettaglio sono 4 le città ad aver superato i 100 giorni di sforamento (Bergamo con 116, Monza 111, Piacenza 104 e Brescia con 100); 18 le città ad aver raggiunto sforamenti compresi tra i 76 e i 99 giorni, triplicando il limite normativo; 10 le città che lo hanno almeno doppiato, con sforamenti compresi tra i 50 e i 74 giorni e 4 le città fuorilegge con sforamenti compresi tra 31 e 49 giorni. In Veneto 4 dei 7 capoluoghi analizzati hanno superato di oltre 3 volte il limite dei 25 giorni (Vicenza 98, Padova 84, Verona e Rovigo 77), due capoluoghi di almeno il doppio (Venezia 66 e Treviso 60), solo Belluno, ultima in classifica per gli sforamenti nel bacino padano, si è fermata a 31.
Un peggioramento rispetto ai già preoccupanti valori registrati nel triennio precedente (2023-2025): sommando i giorni di sforamento di ogni anno per tutte le città analizzate in Pianura Padana, l’estate 2026 ha raggiunto la cifra cumulata di 2.834 giorni di sforamento, superando i 1.727 giorni registrati nel 2023, i 1.465 del 2024 e i 1.529 nel 2025.
Di fronte a questa situazione critica, costantemente fuori controllo ma spesso sottovalutata dall’opinione pubblica e dalle istituzioni, e in vista dell’imminente emergenza invernale legate alle polveri sottili, Legambiente lancia l’appello al Governo, al Parlamento e alle Regioni di non perdere l’occasione del recepimento della nuova Direttiva europea 2024/2881 sulla qualità dell’aria, evitando deroghe o clausole per giustificare eventuali ritardi nel raggiungimento degli obiettivi.
Quattro le priorità per l’associazione:
1) Agire subito, senza aspettare il 2030: i nuovi standard della qualità dell’aria UE devono orientare da oggi le politiche nazionali e regionali. Il quadriennio 2026–2029 è decisivo per avviare interventi preventivi nelle aree critiche – a partire dalla Pianura Padana – verso i target OMS.
2) Superare la frammentazione tramite una strategia nazionale coordinata sulle principali sorgenti emissive: occorre una regia nazionale su trasporti, energia, industria e agricoltura integrata con la pianificazione delle Regioni.
3) Passare dagli impegni ai risultati misurabili: Servono piani con obiettivi verificabili, risorse dedicate, responsabilità definite e monitoraggi periodici; eventuali proroghe al raggiungimento degli standard devono rimanere eccezionali, adeguatamente motivate e non trasformarsi in un alibi per ritardare le politiche di riduzione dell’inquinamento.
4) Informazione e tutela della salute: Garanzia di dati sulla qualità dell’aria accessibili, tempestivi e comprensibili, unitamente a sistemi di previsione degli episodi critici con relative campagne informative sugli aspetti sanitari rivolte alla popolazione.
“L’ozono — dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente — è il nemico invisibile delle nostre estati e la cartina tornasole della qualità dell’aria, con la Pianura Padana al centro come hotspot europeo. Ma l’inquinamento non conosce tregue stagionali. Il recepimento della nuova Direttiva europea 2024/2881 sulla qualità dell’aria, che fissa al 2030 il limite più stringente di 18 superamenti, è il vero banco di prova per consentire all’Italia di lasciarsi alle spalle la stagione delle infrazioni, ma soprattutto per garantire aria pulita e salubre: ancora oggi In Italia solo l’ozono causa 11.000 morti premature, il 17% del totale europeo. Al Governo e al Parlamento chiediamo una strategia nazionale coordinata che intervenga sulle cause strutturali dell’inquinamento, garantendo una regia multilivello, obiettivi vincolanti e risorse dedicate. Servono scelte coraggiose: più trasporto pubblico, mobilità condivisa e ciclabile, veicoli a zero emissioni, elettrificazione dei riscaldamenti e innovazione sostenibile in industria e agricoltura, per tutelare la salute della cittadinanza e l’ambiente”.
Focus Veneto: il punto sulla mobilità sostenibile
Tra gli interventi chiave per ridurre le emissioni in Pianura Padana, la svolta sui trasporti resta decisiva. Dal questionario somministrato da Legambiente Veneto tra il 1° luglio e il 30 settembre ai Comuni sopra i 30mila abitanti emerge un’ottima pianificazione (PAESC in tutti i capoluoghi e PUMS quasi ovunque, tranne Rovigo), ma un’attuazione a due velocità. Le colonnine elettriche crescono del 14% — guidate da San Donà di Piave (>67 ogni 10mila ab.) e Padova (>20 tra i capoluoghi), con forti rialzi a Chioggia (+74%) e Bassano (+40%) —, ma la rete resta disomogenea e vede i cali di Rovigo (-14%) e Verona (-3,8%). Il Trasporto Pubblico Locale continua ad arrancare, mentre calano incentivi comunali e campagne informative (attive solo a Bassano, Padova, Treviso e Schio). Bene l’adesione a MoVe-In * (escluse solo Bassano e Schio) che resta però velleitario e depotenziato a causa delle troppe deroghe e gli investimenti territoriali, con quasi 898 milioni di euro per 96 progetti tra PNRR e FESR (Fondo europeo di sviluppo regionale). Dagli enti locali però un appello chiaro: le risorse straordinarie non bastano, servono finanziamenti nazionali stabili per accelerare la transizione nell’aria padana.
“La Pianura Padana – aggiunge Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto – non può continuare ad affrontare la piaga dell’inquinamento atmosferico come un’emergenza stagionale. Servono politiche coordinate, strutturali e con risultati verificabili. Come dimostrano i dati del nostro Focus sui Comuni veneti, le amministrazioni locali stanno facendo la propria parte sulla pianificazione e sugli investimenti, ma da sole non possono farcela. Chiediamo un impegno diretto e prioritario di Governo e Parlamento, attraverso un piano nazionale straordinario per il bacino padano che affianchi le Regioni e i Comuni con risorse stabili, riforme e strumenti adeguati”.
L’ozono, il cambiamento climatico e l’impatto sulla salute
L’ozono troposferico – inquinante tipicamente estivo nato dalla reazione della luce solare con gli ossidi di azoto, i composti organici volatili e il metano – in Europa causa circa 63.000 morti premature all’anno, oltre 11.000 delle quali solo in Italia (fonte EEA). Prende il sopravvento nei mesi caldi, quando i livelli di polveri sottili e biossido di azoto calano, alimentandosi dei veleni già presenti nell’atmosfera. A peggiorare il quadro sono i crescenti livelli di metano, potente gas serra e principale precursore dell’ozono, in Pianura Padana emesso in larga parte dagli allevamenti intensivi. Per abbatterlo serve tagliare drasticamente tutti i precursori locali e rispettare gli impegni sul Global Methane Pledge, su cui finora l’Italia ha fatto ben poco.
Nota metodologica
Il bilancio estivo 2026 sull’ozono in Pianura Padana è una elaborazione di Legambiente su base dati ISPRA e Arpa, registrati dalle centraline urbane di monitoraggio della qualità dell’aria presenti nelle città capoluogo, esclusa Pavia di cui non si dispongono i dati per mancanza di centralina (vandalizzata la scorsa primavera).
*sistema che permette di circolare con veicoli soggetti a limitazioni ambientali del traffico
Bilancio estate 2026: classifica delle concentrazioni di ozono nelle 4 regioni della Pianura Padana – (1° maggio-30 settembre)
| REGIONE | CITTA’ | STAZIONE (FONDO URBANO) | Giorni sforamento estate 2026 |
| Lombardia | Bergamo | via Meucci | 116 |
| Lombardia | Monza | via Machiavelli | 111 |
| Emilia-Romagna | Piacenza | PARCO MONTECUCCO | 104 |
| Lombardia | Brescia | Villaggio Sereno | 100 |
| Lombardia | Lecco | Via Sora | 98 |
| Lombardia | Milano | Verziere | 98 |
| Veneto | Vicenza | Quartiere Italia | 98 |
| Emilia-Romagna | Reggio Emilia | S. LAZZARO | 97 |
| Lombardia | Cremona | Via Fatebenefratelli | 95 |
| Lombardia | Varese | Vidoletti | 95 |
| Piemonte | Novara | Arpa | 95 |
| Piemonte | Asti | D’Acquisto | 94 |
| Lombardia | Lodi | S. Alberto | 93 |
| Piemonte | Torino | Rubino | 92 |
| Piemonte | Alessandria | Volta | 91 |
| Emilia-Romagna | Parma | CITTADELLA | 85 |
| Veneto | Padova | Mandria | 84 |
| Emilia-Romagna | Modena | PARCO FERRARI | 83 |
| Emilia-Romagna | Forlì | PARCO RESISTENZA | 80 |
| Piemonte | Biella | Sturzo | 78 |
| Veneto | Verona | Giarol Grande | 77 |
| Veneto | Rovigo | Borsea | 77 |
| Emilia-Romagna | Bologna | GIARDINI MARGHERITA | 73 |
| Emilia-Romagna | Ferrara | VILLA FULVIA | 73 |
| Piemonte | Vercelli | Coni | 72 |
| Lombardia | Como | viale Cattaneo | 70 |
| Veneto | Venezia | Parco Bissuola | 66 |
| Piemonte | Cuneo | Alpini | 64 |
| Lombardia | Mantova | S.Agnese | 63 |
| Veneto | Treviso | Via Lancieri di Novara | 60 |
| Piemonte | Verbania | Gabardi | 55 |
| Emilia-Romagna | Faenza | PARCO BERTOZZI | 50 |
| Emilia-Romagna | Ravenna | CAORLE | 43 |
| Lombardia | Sondrio | via Paribelli | 42 |
| Emilia-Romagna | Rimini | MARECCHIA | 31 |
| Veneto | Belluno | Parco Città di Bologna | 31 |



