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Al Teatro Puntozero Beccaria va in scena “Antigone”

Dal 25 aprile al 10 maggio, al Teatro PuntozeroBeccaria, la compagnia teatrale Puntozero – di cui sono parte attiva anche giovani detenuti – torna a confrontarsi con uno dei testi cardine della storia del teatro e della riflessione sul rapporto fra legge e giustizia: l’Antigone di Sofocle.

Un cult del repertorio della compagnia (consigliato dai 12 anni) che ha visto il debutto nel 2009 al Piccolo Teatro di Milano e che ritorna al Teatro Beccaria per celebrare il trentennale della compagnia.

Uno spettacolo inclusivo e corale, diretto da Giuseppe Scutellà, che nasce dall’incontro tra il testo sofocleo, presentato nella limpida traduzione di Maria Grazia Ciani, e la vitalità della compagnia composta principalmente da giovani detenuti del Carcere Minorile Cesare Beccaria di Milano. Un lavoro essenziale e ritmico che è diventato un riferimento stabile nel percorso artistico di Puntozero, simbolo del dialogo tra teatro, società e tradizione. Un rito collettivo, in cui accenti e storie di vita diverse si fondono per ridare voce a un mito immortale: il teatro diventa esperienza viva di libertà, amore e responsabilità.

La forza della parola antica si rinnova in scena: il conflitto tra Creonte e Antigone — tra nómos, la legge della polis, e ágrapta nómima, le leggi non scritte degli dèi — diventa materia viva, capace di interrogare il presente in uno spettacolo che “suscita soprattutto éleos, una pietà tanto profonda da indurre alle lacrime”.

Antigone ritorna, ciclicamente: ogni volta diversa, ogni volta necessaria. È un testo che attraversa tutto il percorso della compagnia come una domanda che non smette mai di riaprirsi: «Lo riproponiamo ogni anno, perché da Antigone non si finisce mai di imparare. E perché Antigone è la nostra palestra, il nostro insegnamento per la vita», spiega il regista e fondatore del Teatro Giuseppe Scutellà.

Il conflitto tra Antigone e Creonte — tra la legge della polis, quella dello Stato, e le leggi non scritte degli dèi — riaccende in scena una riflessione scottante, capace di toccare il presente e di metterlo in discussione. «In una società che vive un’overdose di nuovo, dove parlare di repertorio sembra quasi equivalga a confessare di non avere più idee, noi abbiamo scelto diversamente. È nell’assidua frequentazione che le opere iniziano davvero a svelarsi e a parlarci. Nella ripetizione si scava, e si impara. Le parole risuonano ogni volta in modo diverso, le emozioni si rinnovano e noi viviamo, cresciamo e cambiamo con esse», dichiara Scutellà.

Da trent’anni Puntozero lavora stabilmente con i ragazzi dell’area penale minorile. Antigone è un’occasione importante e preziosa, sia per loro che per noi. Per loro, perché il teatro diventa strumento di emancipazione: dà loro voce, consapevolezza, responsabilità, coniugando il percorso educativo e trattamentale con una crescita profonda, una trasformazione umana. Per noi, l’occasione è altrettanto significativa: si possono creare delle narrazioni nuove, condivise, capaci di trascendere stigmi e pregiudizi, per aprire uno spazio di dialogo sul rapporto tra giustizia e società.

Sentire le parole di Antigone nella bocca di un ragazzo, vedere come riescono a muovere qualcosa di profondo, a riverberare dentro di lui, conferma ogni volta ciò che un luogo di detenzione dovrebbe essere capace di fare: regalare parole, dare possibilità, offrire opportunità. Far sì che mondi diversi possano riconoscersi e, insieme, provare a costruire una società migliore.

A precedere Antigone c’è Khoros. Definirlo un training psicofisico sarebbe riduttivo. Khoros è ricerca della comunità: una pratica che affonda le radici nel coro del teatro greco e che, attraverso corpo e voce, costruisce un organismo pulsante collettivo. È una danza che prende da ognuno ciò che può dare, accoglie ciò che ciascuno è in grado di offrire, e trasforma il tutto in un momento di intensa bellezza.

Orari: lunedì – sabato ore 19.30, domenica ore 16.30, martedì riposo
Durata: 80 minuti senza intervallo
Prezzi: intero 15 euro; ridotto 10 euro (bambini inferiori ai 12 anni)

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