Alla Statale di Milano ritorna “Agorà di Psicologia”
“Il paziente e la cura”. La narrativa è al servizio della medicina

Quando bisogna prendere delle decisioni importanti la narrazione può aiutare il medico a comprendere meglio le esigenze del paziente. Il clinico deve avere una preparazione non solo scientifica per affrontare il sempre più complesso rapporto con il malato. È questa la tesi al centro del quinto appuntamento di Agorà di Psicologia, un ciclo di incontri promosso dall’Università Statale di Milano in collaborazione con il DIPO (Dipartimento di Oncologia ed Emato-Oncologia).
Ogni evento è dedicato ai temi della psicologia e del benessere mentale. Il prossimo, intitolato Il paziente e la cura, avrà come protagonista Marco Venturino (Direttore della Divisione di Anestesia e Terapia intensiva dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano). Si terrà presso l’Aula Magna di Via Festa del Perdono giovedì 16 Aprile (ore 18 ingresso libero fino a esaurimento posti).
“L’incontro propone una riflessione sul senso profondo della relazione terapeutica – sottolinea Marco Venturino -. Vogliamo esplorare le dimensioni etiche, l’importanza dell’ascolto e la responsabilità che accomuna chi cura e chi è curato. La narrativa, l’aneddotica e più in generale il racconto possono avere un ruolo fondamentale ed essere fonte di conoscenze proprio come lo sono gli studi scientifici. Riescono a dare quello che le ricerche cliniche non possono fornire. Uno studio parte da uno stadio statistico per arrivare ad un’informazione specifica per un singolo individuo. La narrativa invece inizia con il racconto dell’esperienza di un paziente e può dare soluzioni utili a molte persone. Un paradigma diverso, con grandi potenzialità e che vale soprattutto per malattie gravi e spesso a prognosi infausta come i tumori”.
Durante l’incontro saranno presentati una novella e due racconti, scritti sempre da Marco Venturino. Hanno al centro tre diverse storie di pazienti, colpiti da patologie serie, e dei loro medici curanti. L’obiettivo dell’incontro sarà proprio dimostrare il ruolo positivo e di facilitazione della narrativa in ambito medico-scientifico.
L’Agorà della Psicologia è stata avviata lo scorso inverno e per la prima volta l’Università di Milano ha promosso un progetto dedicato alla cittadinanza sui temi della psicologia. Il ciclo prevede sei incontri nei quali l’Aula Magna della Statale diventa una piazza aperta come nelle antiche polis greche.
“Abbiamo finora registrato un grande successo per un’iniziativa che vuole andare incontro ai bisogni dei cittadini – aggiunge Gabriella Pravettoni, Ordinaria di Psicologia presso il Dipartimento di Oncologia ed Emato-oncologia (DIPO), Università di Milano e Direttrice della Divisione di Psiconcologia, presso l’IEO -. È stata creata una “piazza aperta” dove è possibile ampliare le proprie conoscenze, coltivare il dialogo e ascoltare alcuni tra gli esperti più autorevoli del panorama scientifico e culturale italiano. L’incontro ha al centro il tema della comunicazione medico-paziente che è davvero rilevante nella gestione di malattie a forte impatto. Lo è pure il supporto psicologico che deve essere sempre garantito, soprattutto ai malati oncologici. Il trattamento del cancro per essere efficace deve prevedere anche l’aiuto a pazienti e caregiver da parte di personale medico-sanitario opportunamente formato”.




