Salute e Benessere

“A cena con la SLA”: quando il cibo torna a essere incontro, memoria, vita

AISLA lancia una mini‑serie con SLAfood, i Centri Clinici NeMO e il supporto non condizionante di Zambon per raccontare la disfagia

Qual è il tuo piatto preferito? È una domanda semplice, quotidiana, che racchiude molto più di una scelta alimentare. Perché la tavola non è fatta solo di piatti: è fatta di relazioni, ricordi, identità condivise. Per molte persone con SLA, però, quel luogo di incontro può trasformarsi presto in uno spazio complesso e faticoso. La disfagia – la difficoltà a deglutire, che interessa circa il 75% delle persone con SLA – incide sulla sicurezza, sul piacere del gusto e spesso porta all’isolamento, all’allontanamento dalla convivialità e dallo stare insieme.

Da qui nasce “A cena con la SLA”, la serie video promossa da AISLA – Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica, realizzata con SLAfood, con il contributo scientifico dei Centri Clinici NeMO e il supporto non condizionante di Zambon. Un progetto che sceglie di partire dal cibo per parlare di molto di più: qualità della vita, dignità, cura, desiderio di futuro.

La serie mette al centro non la malattia, ma le persone. Le loro storie, le passioni, i sogni. Storie “fuori menù”, come quelle di Mais, Catia e Stefano, che raccontano come la SLA possa cambiare il modo di mangiare, ma non cancelli il desiderio di vivere, creare, amare. La mini‑serie è dedicata a Mais, maestro azerbaigiano di danza e poesia, venuto a mancare lo scorso ottobre. Attraverso la sua testimonianza, intensa e luminosa, Mais continua a parlare alla Comunità SLA: il suo sguardo sul mondo e la capacità di trasformare la fragilità in bellezza restano un’eredità preziosa, capace di ispirare e unire.

C’è poi Catia, che nella voce e nel canto ha trovato una nuova forza. La diagnosi non ha spento il suo talento, ma lo ha trasformato in uno strumento di espressione ancora più autentico, con cui raccontarsi e affermare sé stessa. E Stefano, che guarda il cielo con lo sguardo di chi non rinuncia ai propri orizzonti: il sogno di fotografare una nuova eclissi diventa il simbolo di una vita che continua a cercare luce, anche nei momenti più complessi.

Ogni episodio parte da un “piatto del cuore” – la pizza, gli spaghetti, i sapori di casa – reinterpretato in una consistenza adattata nello show cooking diretto da Roberto Carcangiu, Presidente Associazione Professionale Cuochi Italiani, Vicepresidente Slafood e Direttore Didattico Congusto Institute.  Un gesto concreto che restituisce dignità al cibo e lo riporta al suo significato più profondo: nutrire non solo il corpo, ma anche la memoria, le relazioni, il senso di appartenenza.

Le puntate sono arricchite dal contributo di Davide Rafanelli, persona con SLA, Consigliere Nazionale AISLA e Presidente di SLAfood, e di Federica Cerri, neurologa e referente area SLA del Centro Clinico NeMO di Milano, che accompagnano il racconto con uno sguardo competente e umano sulla complessità della malattia. Per Davide Rafanelli, la SLA è “una ladra di sogni”, e affrontarla significa imparare a stare nel presente, dando valore a ogni momento della quotidianità.

“A cena con la SLA” rappresenta uno spazio di consapevolezza e di speranza. Un racconto corale che mostra come, anche dentro la complessità della malattia, esistano percorsi di cura, attenzione e dignità capaci di restituire qualità alla vita. Guardare le tre puntate significa accettare un invito a sedersi a tavola e lasciarsi attraversare da storie, emozioni e legami che resistono oltre ogni difficoltà.

La video serie “A cena con la SLA” è disponibile sui canali social e sui siti di AISLA e SLAfood.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio