Ritiro gratuito piccoli RAEE, Italia promossa

In Italia è davvero semplice conferire gratuitamente i piccoli RAEE, ossia i Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche con dimensioni sotto i 25 cm?
Secondo la ricerca “Missione RAEE: Zero scuse”, realizzata da Legambiente e sostenuta da Erion WEEE, la risposta è positiva, Italia promossa. Tra ottobre e novembre 2025, volontarie e volontari di Legambiente hanno visitato in incognito, nel ruolo di Cliente Misterioso, 141 punti vendita appartenenti a 14 diverse catene della grande distribuzione elettronica e distribuiti in 8 regioni italiane (Campania, Lazio, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sardegna, Toscana e Valle D’Aosta).
Nel corso del monitoraggio, è stato possibile conferire senza difficoltà il proprio piccolo RAEE nell’86% dei negozi visitati, mentre nel restante 14% (20 punti vendita su 141) il conferimento non è stato consentito.
Alla presentazione dell’indagine, tenutasi a Terrazza Palestro di Milano, sono intervenuti: Stefano Ciafani, Presidente di Legambiente; Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion WEEE; Andrea Di Palma, Segretario Nazionale Adiconsum, Eleonora Evi, Membro delle Commissione Ambiente alla Camera; Silvia Fregolent, Membro delle Commissione Ambiente al Senato; Davide Rossi, Direttore Generale di Aires-Confcommercio.
A dieci anni dall’entrata in vigore della normativa “1 contro 0”, che impone ai punti vendita di elettronica con superficie superiore ai 400 mq il ritiro gratuito dei piccoli RAEE senza obbligo di acquisto, Legambiente ha verificato il livello di applicazione del servizio sul territorio nazionale. Un risultato indubbiamente positivo, che tuttavia non raggiunge il massimo dei voti.
Nonostante l’obbligo normativo, infatti, in 20 casi non è stato possibile conferire il piccolo RAEE: tra questi, 11 punti vendita hanno dichiarato di svolgere unicamente il servizio “1 contro 1”, che prevede il ritiro del rifiuto solo a fronte dell’acquisto di un prodotto nuovo equivalente; in altri 7 esercizi è stata dichiarata la disponibilità alla raccolta delle sole lampadine, mentre in 2 casi i punti vendita hanno riferito di non essere abilitati al servizio. Complessivamente, la ricerca evidenzia che in circa il 16% dei casi (22 punti vendita su 141) il personale incaricato non era a conoscenza del servizio “1 contro 0”.
“Con questa indagine – dichiara Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente – vogliamo riportare in primo piano il tema del conferimento dei piccoli rifiuti elettronici sotto i 25 centimetri e la pratica dell’1 contro 0. Nelle nostre case abbiamo spesso piccoli RAEE di cui disfarci e su cui esiste un servizio di raccolta previsto dalla legge. I dati ricavati con Il nostro Cliente Misterioso se da una parte ci portano notizie incoraggianti, dall’altra ci indicano anche dove bisogna intervenire perché spesso i punti vendita non sono informati. Per questo è fondamentale promuovere a livello nazionale e territoriale più campagne di informazione e sensibilizzazione per informare i commercianti, chi lavora con loro, e i cittadini di ogni età. Non dimentichiamo che i RAEE, se non correttamente conferiti, possono avere impatti ambientali pericolosi soprattutto per l’effetto delle sostanze nocive sull’ambiente e sulla salute. Dall’altro lato conferirli correttamente significa anche permettere di riciclare materie prime fondamentali, tra cui spiccano le Materie Prime Critiche che sono sempre più al centro di tensioni geopolitiche”.
“I risultati di questa analisi realizzata da Legambiente sono sostanzialmente positivi, considerando che la grande maggioranza dei negozi visitati consente ai cittadini di esercitare il loro diritto al conferimento gratuito dei piccoli RAEE”, dichiara Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion WEEE. “Tuttavia, si tratta di un obbligo di legge, non di un’azione volontaria. Esistono quindi ampi margini di miglioramento ed è necessario far sì che tutti negozi più grandi di 400 mq consentano ai consumatori di fare la cosa giusta in semplicità. È importante continuare a informare i cittadini attraverso campagne di comunicazione su larga scala che rendano chiaro il concetto di “RAEE” e più familiare l’abitudine al corretto conferimento. Non c’è riciclo delle materie prime senza raccolta dei RAEE e non c’è raccolta senza un corretto conferimento da parte di noi cittadini”.
Conoscenza a livello regionale
La conoscenza del servizio “1 contro 0” tra gli addetti dei punti vendita è più diffusa in Lombardia (93,3% di risposte positive), Toscana (90,9%), Piemonte (89,7%) e Lazio (87,1%). Al contrario, in Sardegna (33,3%) e Campania (31,6%) si registra una quota più elevata di esercizi che ha dichiarato di non essere a conoscenza dell’obbligo previsto dalla normativa.
Visibilità del servizio nei punti di raccolta
Per quanto riguarda le modalità di conferimento, dai riscontri raccolti emerge che nel 59,2% dei casi il piccolo RAEE è stato conferito in un cassone o contenitore dedicato e visibile, mentre nel 38,3% dei casi il rifiuto è stato ritirato direttamente alla cassa da un addetto del punto vendita.
Nel restante 2,5% dei casi, pur essendo presente un contenitore per la raccolta, questo non risultava ben visibile. Nel dettaglio, dei 71 contenitori individuati, 41 sono stati segnalati come ben visibili, 17 collocati in prossimità delle casse e 13 posizionati all’ingresso o all’uscita del negozio. Inoltre, solo in 2 punti vendita erano presenti informazioni chiare sul servizio “1 contro 0” e sulle tipologie di RAEE conferibili, mentre in altri casi erano disponibili contenitori distinti per specifiche categorie di rifiuti (RAEE e batterie).
Dal 2024 Legambiente ed Erion WEEE promuovono insieme azioni per la corretta gestione dei RAEE, collaborano alla diffusione negli atenei universitari del Docufilm “Materia Viva” – realizzato da Erion WEEE e Libero Produzioni – e realizzano attività di sensibilizzazione dei cittadini e della GDO sul tema dei RAEE.
Ad esempio: smartphone, mouse, cavetti, rasoi elettrici, chiavette USB, telecomandi, cuffie, minipimer, piastre elettriche, tostapane, phon arrivati a fine vita e ormai in disuso.

