Scienza e Tecnologia

Dieci anni fa l’annuncio della scoperta delle onde gravitazionali

Dieci anni di scienza di Virgo e le prospettive future di un nuovo modo di esplorare l’universo

“Observation of Gravitational Waves from a Binary Black Hole Merger”: è con questo titolo che, dieci anni fa, le collaborazioni degli esperimenti LIGO e Virgo pubblicavano sulla rivista Physical Review Letters l’articolo che presentava alla comunità scientifica internazionale e al mondo intero la scoperta delle onde gravitazionali.

Le scienziate e gli scienziati delle due collaborazioni scrivevano e firmavano così un nuovo straordinario capitolo del libro della scienza. Un traguardo storico, riconosciuto con il Premio Nobel per la Fisica l’anno successivo, che coronava il sogno e l’impresa di migliaia di persone e centinaia di istituzioni che in tutto il mondo vi avevano lavorato.

Un sogno e un’impresa ritenuti impossibili da realizzare dallo stesso Albert Einstein, che cento anni prima aveva previsto nella sua teoria della relatività generale l’esistenza delle onde gravitazionali: increspature dello spaziotempo, la struttura quadridimensionale dell’universo, che si propagano nel cosmo alla velocità della luce dopo essere state prodotte da cataclismi astrofisici, e i cui effetti sulla Terra, all’epoca di Einstein e anche oltre, si pensava fossero troppo infinitesimali da poter essere misurati. Invece, dopo cinquant’anni di ricerche e sviluppi tecnologici oltre lo stato dell’arte, il sogno si è realizzato, l’impresa è stata condotta al successo, con intraprendenza e perseveranza.

Di questa impresa Italia e Francia sono state protagoniste, con l’INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e il CNRS Centre Nationale de la Recherche Scientifique e le loro comunità scientifiche che in Europa hanno fondato, finanziato e condotto in collaborazione il progetto Virgo, al consorzio EGO European Gravtational Observatory, oggi l’unico centro europeo dove si fa ricerca diretta sulle onde gravitazionali e dove le giovani generazioni di scienziati e scienziate si possono formare sul campo.

Oggi, 12 febbraio 2026, il MUR Ministero dell’Università e della Ricerca, l’INFN, il CNRS ed EGO hanno promosso l’evento, ospitato dall’Ambasciata di Francia a Roma, The era of gravitational waves. Ten years of Virgo science and future prospects for a new way of exploring the universe, per celebrare il decimo anniversario della prima storica osservazione delle onde gravitazionali, ripercorrere le scoperte che sono scaturite da questo nuovo modo di studiare l’universo, e guardare al futuro della ricerca del settore con il potenziamento degli attuali strumenti di rivelazione, e la progettazione dei nuovi, come il futuro interferometro di terza generazione Einstein Telescope.

“Il progresso scientifico nasce dalla cooperazione e dalla capacità di condividere visione, competenze e investimenti”, commenta il Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini. “È questo il senso più profondo dell’integrazione europea nella ricerca: mettere in rete eccellenze nazionali per generare risultati che nessun Paese, da solo, potrebbe raggiungere. Virgo ed EGO rappresentano uno degli esempi più alti di questo modello. Italia e Francia, lavorando insieme per oltre vent’anni, hanno contribuito in modo decisivo allo sviluppo dell’astronomia gravitazionale, aprendo una nuova stagione nell’osservazione dell’universo. Oggi quell’esperienza ci proietta verso l’Einstein Telescope: la prossima grande sfida scientifica europea e la nuova frontiera di osservazione delle onde gravitazionali. L’Italia ha scelto di essere protagonista di questo percorso, con un impegno politico e finanziario chiaro, nella convinzione che la cooperazione scientifica possa fare davvero la differenza nella ricerca di frontiera e quindi nel progresso globale”, conclude il Ministro Bernini.

“Quella delle onde gravitazionali è una storia, anzi un’impresa, lunga, difficile e bellissima. È iniziata oltre cento anni fa, con una ipotesi teorica di Einstein inizialmente reputata inverificabile, e ha cominciato a prendere forma cinquant’anni dopo, quando il progresso tecnologico ha reso possibile immaginare e realizzare strumenti capaci di osservare le increspature dello spaziotempo. E Italia e Francia, grazie ad Adalberto Giazotto e Alain Brillet che hanno avviato il progetto Virgo, sono state in prima linea in questa impresa fin da subito, collaborando con visione, coraggio e determinazione”, commenta Antonio Zoccoli, Presidente dell’INFN. “In Italia, ad aprire la strada era stato Edoardo Amaldi, che ha inaugurato la linea di ricerca sulle onde gravitazionali e fondato una scuola d’eccellenza. Grazie alla sua eredità e al contributo negli anni di tutta la nostra comunità, oggi il nostro Paese dispone delle competenze scientifiche, tecnologiche e industriali per affrontare la prossima grande sfida: Einstein Telescope, l’interferometro di terza generazione che sogniamo di ospitare in Sardegna, con il supporto del Governo e del Ministero dell’Università e della Ricerca, e in particolare del Ministro Anna Maria Bernini”, conclude Zoccoli.

“Questa scoperta è il risultato di decenni di visione condivisa tra la Francia e l’Italia, attraverso il CNRS e l’INFN, e i nostri colleghi europei. Ma oggi, a dieci anni dall’osservazione del primo evento gravitazionale, il messaggio più importante non riguarda ciò che abbiamo già realizzato ma riguarda ciò che ci attende”, commenta Alain Schuhl, Vice CEO per la Scienza del CNRS.

“Celebrare, a dieci anni di distanza, l’annuncio della scoperta delle onde gravitazionali significa allo stesso tempo ricordare la storia che ci ha condotto a quello straordinario successo e guardare al futuro”, commenta Massimo Carpinelli, Direttore di EGO. “Grazie alla proposta visionaria di Adalberto Giazzotto e Alain Brillet e alla lungimirante alleanza italo-francese, l’INFN e il CNRS, più di trenta anni fa, hanno avviato in Italia, il progetto di una delle sole tre grandi antenne gravitazionali del pianeta, Virgo, e fondato l’Osservatorio Gravitazionale Europeo a Cascina. È il successo di questa epocale impresa scientifica che consente oggi all’Europa, e all’Italia, di aspirare alla leadership in uno dei campi più promettenti della ricerca fondamentale, realizzando l’Einstein Telescope, il rivelatore gravitazionale della prossima generazione”, conclude Carpinelli.

INFN – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare

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