Il CREA partecipa a SOL EXPO 2026

Il CREA partecipa a SOL EXPO 2026, la manifestazione dedicata alla filiera dell’olio extravergine di oliva e degli oli vegetali made in Italy, punto di riferimento per gli operatori professionali nei mercati locali e globali, in programma a Verona dall’1 al 3 marzo.
I ricercatori dei centri Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura e Politiche e Bioeconomia proporranno a visitatori e studenti assaggi e degustazioni di oli, masterclass sulle qualità sensoriali dell’olio, Trivia Game “Gioca con Oleario”, un quiz didattico per scoprire le qualità dell’Olio evo italiano e un incontro per promuovere la diffusione della cultura olivicola al femminile, in collaborazione con l’Associazione Donne dell’Olio.
“L’olio – afferma il Presidente CREA, Andrea Rocchi – è il condimento principe della cucina italiana, patrimonio immateriale Unesco e riflette, attraverso una straordinaria biodiversità olivicola, unica al mondo, con ben 737 varietà di olivo registrate, la ricchezza e la molteplicità dei nostri territori. Il CREA in tal senso dà un contributo fondamentale perché custodisce una tra le collezioni di biodiversità olivicola più ampie del mondo ed è impegnato a diffondere la cultura dell’olio e l’educazione alla sua qualità a grandi e piccoli. Sul fronte della ricerca, invece, intendiamo sostenere l’olivicoltura italiana nelle numerose e complesse sfide che deve affrontare, dal cambiamento climatico al miglioramento genetico, dalla difesa fitosanitaria dell’olivo alla qualità salutistica dell’olio, fino alla valorizzazione dei prodotti secondari dell’industria olearia”.
La produzione in Italia
I dati di produzione dell’olio d’oliva italiano mostrano una situazione di ripresa per la campagna 2025-2026, dopo un’annata, quella del 2024, che ha segnato un calo significativo a causa delle condizioni climatiche. Le previsioni per la nuova campagna indicano una crescita del +30% rispetto alla stagione precedente, con una produzione nazionale attesa intorno alle 300.000 tonnellate.
La produzione della campagna 2024 è stata caratterizzata da un’annata in forte calo, con stime che indicano un volume tra le 200.000 e le 210.000 tonnellate, segnando una flessione del -32%/-36% rispetto all’anno precedente. La Puglia si conferma la prima regione italiana per produzione di olio d’oliva, coprendo oltre il 45% del totale nazionale, seguita da Sicilia e Calabria.
Nonostante la flessione produttiva, l’export di olio di oliva italiano ha mostrato una crescita, con un aumento del +42,6% nei primi mesi del 2024, evidenziando la forza del “Made in Italy” nonostante i minori volumi disponibili. A livello globale, per effetto dell’alternanza produttiva e dei cambiamenti climatici, l’Italia è scivolata al quinto posto tra i produttori mondiali, dopo Spagna, Turchia, Tunisia e Grecia.
La ripresa nel 2025 è dovuta a un clima più favorevole, in grado di migliorare le rese, sebbene il settore continui a dover affrontare la sfida della siccità e la necessità di investimenti per l’irrigazione di precisione.
1-3 marzo 2026 – Verona Fiere – Area MASAF-ISMEA




