Economia

Case, edifici storici e terreni: il Comune di Milano si riprende i beni dei fondi immobiliari

Milano, 28 luglio 2026 – Con il rogito firmato ieri dalla Direzione Demanio e Patrimonio ritornano al Comune di Milano 30 beni immobiliari venduti fra il 2007 e il 2010 dall’Amministrazione guidata dal sindaco Letizia Moratti ai fondi immobiliari gestiti da BNP Paribas. Rientrano quindi a far parte del patrimonio pubblico due edifici storici, entrambi sedi di ANPI e associazioni, come l’ex Municipio di Crescenzago e la palazzina d’inizio Novecento ad Affori, alcuni stabili di edilizia popolare con decine di appartamenti liberi, spazi per servizi e circa 40 ettari di terreni agricoli.

Con questa operazione – spiega l’assessore al Bilancio, Demanio e Piano straordinario Casa, Emmanuel Contechiudiamo definitivamente una stagione iniziata quasi vent’anni fa, una fase nella quale il patrimonio pubblico veniva gestito prevalentemente attraverso strumenti finanziari pensati per la dismissione. Oggi quella stagione si conclude. Da oggi questi beni tornano a essere parte di un progetto di città. Passiamo dalla logica della dismissione indistinta a quella della valorizzazione pubblica bene per bene. Il patrimonio comunale non è un portafoglio finanziario: è uno degli strumenti con cui una città costruisce casa, lavoro, servizi e comunità”.

I 30 beni che ritornano nella proprietà del Comune comprendono circa 170 appartamenti che contribuiranno a rafforzare il Piano Straordinario Casa del Comune di Milano, aumentando l’offerta di abitazioni destinate all’affitto accessibile.

Gli altri immobili, già radicati nella vita dei quartieri, vedranno preservata e rafforzata la funzione pubblica, in particolare l’ex municipio di Crescenzago e l’edificio di Affori che manterranno la loro vocazione sociale e saranno valorizzati nel rispetto della loro funzione storica e delle richieste espresse dai Municipi e dal territorio.

I terreni agricoli saranno valorizzati come patrimonio produttivo, ambientale e sociale, attraverso progetti capaci di sostenere l’agricoltura, la cura del territorio e il coinvolgimento di imprese, cooperative e realtà del Terzo settore.

Il ritorno degli immobili nella piena disponibilità del Comune – prosegue Conteconsentirà di destinarli direttamente alle politiche pubbliche e non all’obiettivo prioritario della vendita previsto dai fondi immobiliari”.

L’operazione, condotta dall’Assessorato al Bilancio e Demanio, chiude infatti in senso contrario quella di vendita avviata da Palazzo Marino oltre 16 anni fa, quando 141 proprietà comunali del valore complessivo di 355 milioni di euro sono state cedute a due Fondi Immobiliari, il Fondo Milano I e il Fondo Milano II, gestiti da BNP Paribas. Nel corso degli anni i fondi hanno progressivamente venduto gran parte del patrimonio conferito.

Tra gli immobili ceduti figurano spazi di pregio come il palazzo di Porta Romana 8 (venduto per 37 milioni di euro), via Bagutta (26 milioni), corso XXII Marzo 22, e ancora stabili in via Mascagni, via Morigi, corso Como, via Scaldasole, via Anfiteatro.

Il portafoglio residuo di beni, del valore stimato oggi di 35 milioni di euro, rientra nella disponibilità dell’Amministrazione grazie a un’operazione avviata con una delibera proposta dall’assessore Emmanuel Conte e approvata dal Consiglio comunale nel 2022.

La procedura si è sviluppata durante il mandato e si è conclusa ieri con il rogito.

Comune di Milano

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