Animali e Ambiente

Al Museo di Storia Naturale “L’Era Plasteozoica. Una distopia ecologica”

Un viaggio nel futuro della biodiversità, tra animali artificiali e paesaggi trasformati dalla plastica

Milano, 01 ottobre 2026 – Il Museo di Storia Naturale ospita, fino all’8 novembre 2026, la mostra “L’Era Plasteozoica. Una distopia ecologica”, progetto sviluppato tra il 2015 e il 2019 dal collettivo dominicano Pictoria Newhouse, formato dalle artiste visive, fotografe e architette Victoria Thomen e Guadalupe Casasnovas.

Promossa dal Comune di Milano e prodotta da WUAPAH non-profit, la mostra è curata da Julian Kunhardt e realizzata con il sostegno delle istituzioni dominicane: Ambasciata della Repubblica Dominicana in Italia, Consolato Generale della Repubblica Dominicana a Milano, Instituto de Dominicanos y Dominicanas en el Exterior (INDEX) e Ministero del Turismo della Repubblica Dominicana. Il progetto è realizzato anche grazie a Sercitec, principale sponsor della mostra.

Presentato per la prima volta a Milano, il progetto immagina un futuro eco-distopico nel quale gli animali sembrano essere progressivamente scomparsi, sostituiti da esemplari in plastica. Uccelli, insetti, rettili ed esemplari marini artificiali occupano paesaggi naturali alterati, trasformandosi in falsi reperti e organismi di una zoologia impossibile.

Attraverso fotografie, installazioni, disegni e schede tassonomiche immaginarie, Pictoria Newhouse costruisce un archivio naturale del futuro. Le opere adottano il linguaggio della classificazione scientifica per descrivere un ecosistema nel quale il confine tra natura e artificio, organismo e rifiuto, documento e invenzione non è più riconoscibile.

La mostra non presenta la plastica soltanto come materiale inquinante, ma come una materia capace di persistere, integrarsi negli ambienti e diventare una delle tracce più durevoli lasciate dall’essere umano sul pianeta.

In questo senso l’esposizione si inserisce nel programma di Tracce, il primo dei quattro nuclei tematici del percorso multidisciplinare e quadriennale promosso dagli Istituti Scientifici del Comune di Milano – Museo di Storia Naturale, Acquario Civico e Planetario – dedicato al dialogo tra scienza e arte: un invito a interrogare ciò che resta dopo lo sfruttamento, a osservare i segni lasciati dalle trasformazioni ambientali e a riflettere sulle possibilità di rigenerazione.

“La mostra invita il pubblico a osservare la crisi ecologica non soltanto attraverso dati e previsioni, ma attraverso un’esperienza visiva e narrativa – afferma l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi –. Lo sguardo delle artiste dominicane che interrogano il futuro dà vita a un incontro inedito tra ricerca artistica e patrimonio scientifico milanese, portando all’interno del Museo una prospettiva contemporanea sui rapporti tra biodiversità, consumo, memoria e responsabilità ecologica”.

L’Era Plasteozoica nasce da una spedizione fotografica alla Laguna de los Flamencos, sull’isola di Saona, nella Repubblica Dominicana. L’assenza della fauna che dà nome al luogo e la presenza di residui, detriti e resti animali hanno generato la domanda che attraversa l’intero progetto: saremo costretti a fabbricare la nostra fauna per poterla rappresentare?

La relazione tra il Museo di Storia Naturale, la Repubblica Dominicana e le opere di Pictoria Newhouse è sottolineata in mostra anche dalla presenza di alcuni esemplari delle collezioni del Museo – un fenicottero tassidermizzato e due rettili dominicani conservati in alcool inviati negli anni Trenta dalla Stazione Agronomica di Moca. Agli esemplari della fauna dominicana raccolta, studiata e conservata nel Novecento, si affiancano così fotografie, animali artificiali e classificazioni fittizie, evocando un futuro nel quale la natura potrebbe sopravvivere soltanto attraverso immagini, reperti e sostituti industriali.

La visita alla mostra è compresa nel biglietto d’ingresso al Museo di Storia Naturale.

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