Cultura e Società

“Casi – I dimenticati delle Notti Bianche” in scena al PACTA Salone

Dal 12 maggio in scena in prima nazionale la produzione PACTA . dei Teatri, con la regia di Riccardo Magherini

La nuova produzione PACTA . dei Teatri, Casi – I dimenticati delle Notti Bianche, tratto da un racconto di Daniil Charms, adattamento e regia di Riccardo Magherini, chiude la sezione NewClassic dal 12 al 22 maggio in prima nazionale al PACTA Salone di Milano: uno spettacolo dove musica e parola si intrecciano sul palco a raccontare l’angoscia, la solitudine, la disperata ricerca di senso e la bellezza amara di una visione disillusa del mondo, con lo sguardo insieme ingenuo e feroce del grande autore russo.

Un racconto grottesco e musicale tratto da La vecchia (Starucha) di Daniil Charms, in cui il protagonista – fragile, tormentato, comico – si muove nella Pietroburgo degli anni ’30, tra caos, assurdità e disperazione.

Il mondo poetico di Charms – racconta il regista Riccardo Magherini – si anima, prende forma e risuona di una inconfondibile prosa smozzicata, fortemente ritmata. Ciò ha suggerito che, in questo spettacolo, la musica acquistasse un ruolo naturale di assoluta centralità: Casi procede così in continui scambi e interazioni tra la voce narrante del protagonista e i musicisti-attori, in scena con i loro strumenti”.

Lo spettacolo racconta l’angoscia, la solitudine, la disperata ricerca di senso e la bellezza amara di una visione disillusa del mondo, con lo sguardo insieme ingenuo e feroce del grande autore russo.

L’uomo charmsiano, – spiega ancora Magherini – un diretto discendente dell’uomo dostoevskiano, come l’uomo del sottosuolo, è tormentato, ha un rapporto malato con l’altro, è inseguito dal castigo per la sua colpa, insegue disperatamente la grazia. Ma, a differenza di un qualsiasi Raskol’nikov, il povero uomo charmsiano è un buon diavolo, mortificato, violento e aggressivo come un vecchio cane sdentato e innocuo. È vittima dell’inesplicabile e della crudeltà delle cose sull’uomo, delle cose dell’uomo e, soprattutto, incolpevole. Dunque, se la grazia scende su Raskol’nikov, per la sua colpa, sull’uomo charmsiano, difficilmente, potrà mai scendere alcuna redenzione, giacché non essendovi colpa, non vi potrà essere grazia. Ecco quale uomo mi preme raccontare ancora oggi, quest’uomo e la sua esistenza, così attuale e vicina a questi nostri giorni e mi piacerebbe raccontarlo attraverso gli stessi stimoli e le spinte di cui la poesia e la prosa charmsiana vivono: ritmi, suoni, immagini incantatorie. Ancora, mi preme raccontare attraverso quello sguardo unico che dà alle cose tinte, insieme tragiche, paradossali e comiche”.

Daniil Ivanovic Juvacev

Nasce a Pietroburgo nel 1905, il padre era stato deportato e mandato al confino per la sua appartenenza al gruppo rivoluzionario populista NarodnaJa Volija. Precocissimo nel suo interesse per la poesia compone i primi versi nel 1922, firmandosi con quello che poi resterà per sempre il suo pseudonimo, Charms.

Nel 1926 entra a far parte dell’Unione dei poeti e, nello stesso anno, dà vita col poeta Aleksandr Vvedenskij al gruppo Oberiu, Unione dell’Arte Reale. Il gruppo avrà vita breve, si scioglierà nel 1930, fra polemiche e violenti attacchi. Nel 1931 Charms viene arrestato e mandato al confino per diversi mesi.

L’inclinazione verso la prosa si manifesta attorno al 1937: Slucai (Casi) è una raccolta di racconti-schegge scritti in diversi anni e Starucha (La vecchia) il suo racconto più completo e articolato, il suo povest’ (racconto lungo della tradizione letteraria russa).

Charms muore nel 1942, dichiarato incapace di intendere e di volere, in una clinica psichiatrica che a tutt’oggi non è stato possibile individuare. Nel 1956 ha avuto luogo la sua riabilitazione post mortem.

PACTA Salone

Dal 12 al 22 maggio

CASI – I dimenticati delle Notti Bianche

tratto da un racconto di Daniil Charms

adattamento e regia Riccardo Magherini

con Riccardo Magherini, Nicola Maria Lanni, Lele Palimento, Stefano Tirantello

musiche composte ed eseguite dal vivo Lele Palimento e Nicola Maria Lanni

assistente alla regia Stefano Tirantello

costumi Carlotta Bruschi

scene Nello Rickibilli

disegno luci Manfredi Michelazzi (AILD)

produzione PACTA . dei Teatri

Durata 80’

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