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Twizy a Milano, quattro ruote di elettrizzante novità: la prova su strada

Ma che cosa avranno da guardare? Te lo chiedi perché tutti si voltano quando passi accanto a loro con un ronzio sibilante da aereo in decollo, e la risposta non sai dartela: guarderanno questa macchinetta o il suo colore? Già, perché l’esemplare di Twizy messaci a disposizione da Renord è di un bel rosa shocking, che non può davvero passare inosservato.

 

URBAN CROSSER? Sì GRAZIE – In realtà, non è solo il colore a catturare l’attenzione dei passanti: Twizy, infatti, è un’innovativa proposta di minivettura elettrica che Renault ha studiato per rivoluzionare la mobilità urbana, con una linea molto originale e decisamente “stylish”.

– La Casa costruttrice la definisce “urban crosser”, mentre per il freddo linguaggio burocratico del codice della strada, Twizy è semplicemente un “quadriciclo”, equiparato come immatricolazione e targatura a una motocicletta.

 

DENTRO LA ZTL, DAI 14 ANNI (CON PATENTINO), IN POI – Piccolo e stretto (234 centimetri di lunghezza, per 124 di larghezza) Twizy si guida senza casco, può circolare nelle ZTL (però non in tangenziale o in autostrada) e ospita anche un passeggero, pur disposto a qualche acrobazia per salire sul sedile posteriore.

– Il modello base, Twizy 45, può essere guidato già a 14 anni con il patentino, mentre per la versione di Twizy più potente ci vogliono 16 anni e la patente A1, oppure 18 anni e la patente B.

 

LE SOLUZIONI TECNICHE – Già a prima vista, Twizy stupisce per le sue scelte costruttive anomale e anticonformiste, che non trovano paragoni con la concorrenza (e anche per questo, sul piano delle vendite, Twizy darà filo da torcere alle altre minicar).

– L’elevato grado di qualità e sicurezza è garantito da soluzioni tecniche che solo una grande Casa poteva applicare a un veicolo così piccolo.

– Un robusto telaio con struttura a cellula racchiude due sedili posti longitudinalmente, come su una moto.

– Il tutto è appoggiato su quattro ruote, poste alle estremità per beneficiare della massima stabilità con il minimo ingombro: lo stesso concetto costruttivo che negli anni sessanta fu ispirazione per la leggendaria Mini.

 

BATTERIE AL LITIO E GRANDE POTENZA – Ma, a differenza della vetturetta inglese, non c’è un motore a benzina che spinge Twizy, bensì un propulsore alimentato da batterie al litio, con potenza da 9 o 17 cavalli secondo le versioni; la coppia è costante, così da garantire sempre la massima potenza ad ogni regime di rotazione, come è proprio dei motori elettrici.

 

BENVENUTI A BORDO – Saliti a bordo (senza troppe contorsioni anche se si è più alti della media), ci si ritrova in un abitacolo decisamente automobilistico, con i comandi simili a quelli di un’utilitaria.

– Si allacciano le cinture (a quattro punti davanti e a tre punti dietro), si gira la chiave del quadro, si seleziona la marcia con un semplice bottone (avanti o indietro, la trazione elettrica non prevede il cambio ma un semplice variatore automatico), si impugna il volante (che è leggero e diretto e incorpora l’airbag), e si inizia a sperimentare i pregi della mobilità pulita.

 

LA PROVA SU STRADA – Su strada, la guida di Twizy è piacevole, fluida e ispira confidenza immediata: si viaggia nel traffico con disinvoltura, sentendosi poco più grandi di uno scooterone, aiutati da una manovrabilità ottima e da un raggio di sterzo quasi da moto.

Anche il feeling con l’esterno è da “due ruote”, perché la vetturetta ha un ampio parabrezza ed è completamente aperta sui lati; pur scegliendo il costoso optional delle due semiportiere ad apertura verticale, il contatto con l’aria aperta è piuttosto diretto.

Noi abbiamo provato Twizy in una bella giornata di sole, ma ci hanno assicurato che anche sotto la pioggia l’abitacolo è sufficientemente protettivo.

– Il riscaldamento non c’è (e anche se ci fosse, sarebbe inefficace) e così pure, in estate, scordatevi il refrigerio di un climatizzatore.

– Ma è tutto calcolato, anche per non gravare sui consumi di elettricità, che sono sempre la grande incognita di questo tipo di veicoli.

 

L’AUTONOMIA – La versione più potente, quella da noi provata, ha una velocità massima di circa 80 km/h e un’autonomia dichiarata, aiutata dal sistema di recupero di energia in frenata, di 100 chilometri: tuttavia, anche cercando di guidare con piedino leggero, ne abbiamo percorsi più o meno una settantina prima di doverci collegare a una presa di corrente per la ricarica. Che è piuttosto rapida: circa tre ore di tempo, ed ecco la nostra Twizy pronta per riportarci a spasso per la città.

– Occhio, però: perché con una vetturetta così agile e silenziosa, che sguscia quasi dappertutto e consente percorsi spesso vietati alle auto normali, può succedere di ritrovarsi a corto di batterie senza accorgersi di aver macinato così tanta strada. Anche per questo, sul cruscotto di Twizy c’è uno strumento digitale multifunzione che, tra gli altri dati, visualizza la carica residua della batteria, i chilometri di autonomia stimata e persino il livello di “risparmiosità” dello stile di guida.

 

MA E’ TUTTO ORO, ANZI, ROSA, QUELLO CHE LUCCICA? – Diciamo subito che il comfort non è eccelso. Le sospensioni hanno una taratura molto rigida, e i sedili hanno un’imbottitura decisamente ridotta: sullo sconnesso e sul pavé la marcia non risulta pertanto troppo morbida, e  ogni asperità del fondo stradale si sente sulla schiena.

– In compenso, la stabilità e  la tenuta di strada sono eccellenti in ogni situazione, e solo con una guida un po’ allegra la vetturetta mostra i suoi limiti, pur restando sempre in un ampio margine di sicurezza.

– La struttura aperta non permette di apprezzare la silenziosità del propulsore elettrico, perché il rumore di rotolamento degli pneumatici è evidente: da notare che è disponibile un “cicalino” da azionare in marcia per avvisare i pedoni più distratti, che potrebbero non accorgersi dell’avvicinarsi di Twizy.

– Lasciano un po’ perplessi, in un abitacolo così aperto, la mancanza di visuale posteriore, che ostacola le manovre in retromarcia per le quali occorre sporgersi all’esterno, e le ridottissime dimensioni del  vano bagagli, che ospita poco più di una borsa da ufficio. Ma sono dettagli che passano in secondo piano, di fronte ai vantaggi in termini di ingombro esterno e ai benefici ambientali promessi.

 

COSTI, OPTIONAL, RCA – A quale costo? Da 7.000 a 8.700 euro, ai quali però vanno aggiunti da 50 a 70 euro per il noleggio mensile delle batterie.

– Chi vorrà personalizzare la propria Twizy potrà poi scegliere tra una discreta lista di optional a pagamento.

– Con Twizy l’assicurazione RCA è di 300 euro circa per 12 mesi e, come tutti i veicoli a trazione elettrica, non si paga il bollo per i primi cinque anni. Chi guarda solo al portafoglio e non all’ambiente, si faccia perciò due conti.

 

PER GENITORI, MA ANCHE PER I FIGLI: LA SIMPATY CAR E’ SERVITA – Con queste caratteristiche, e con la scelta tra gli allestimenti “Urban”, “Color” e “Technic”, siamo certi che Twizy piacerà molto sia al pubblico dei guidatori urbani, sia femminile che maschile.

– E, probabilmente, anche ai genitori che cercano per i loro figli una minicar davvero stabile, robusta e – perché no? – ecologica.

– Preparatevi soltanto a subire un “terzo grado” da parte di un gran numero di persone incuriosite da questa simpatica vetturetta: a noi è successo praticamente a ogni semaforo…!

 

LA SINTESI:

Che cosa ci è piaciuto:  Linea, agilità di guida, ingombri e (ovviamente) rispetto ambientale

Che cosa non ci è piaciuto: Assetto molto rigido, mancanza di visibilità posteriore.

 

 

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Antonio Frova

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