Cemento/Armato, Centro socio culturale “Carlo Alberto Dalla Chiesa”
Ispirato a fatti realmente accaduti, lo spettacolo è il racconto del passato criminale di Luca Zago e degli amici Angelo Pattarello e Adriano Beltrame, a cavallo tra gli anni ’80 e ’90: una “vita spericolata”, puntellata da furti ed eccessi, alla ricerca del denaro a tutti i costi. Ma prima o dopo i nodi vengono al pettine.
Trezzano sul Naviglio, 19 maggio 2026 –Si intitola Cemento/Armato lo spettacolo in scena venerdì 22 maggio alle 21 presso il Centro socio culturale di Trezzano sul Naviglio (Milano): l’attore Samuele Ferri, ispirandosi a fatti realmente accaduti tra l’Italia e l’ex Jugoslavia, racconta la carriera criminale di Luca Zago e dei suoi due amici, Angelo Pattarello e Adriano Beltrame, tra furti, discoteche e soldi facili.
Lo spettacolo
Un detenuto del carcere di Treviso riavvolge il nastro della sua esistenza, come a voler tracciare una linea. Parole, eventi, ricordi, una vita votata all’eccesso e alimentata dal puro guadagno. “Schei ciama schei” è l’adagio ricorrente di questo feticismo monetario: il Dio denaro, dispensatore dell’accecante benessere. Ben presto però l’illusione che acceca i personaggi non tarda a mostrare il suo lato oscuro e diabolico. Se da un lato il denaro consente una vita spericolata, dall’altro comporta sempre e comunque un prezzo altissimo: l’autodistruzione e l’amaro disincanto di una vita sprecata a rincorrere un idolo effimero.
Che cosa rimane di un vissuto segnato dall’eccesso, ridotto ad una foto segnaletica da detenuto? Rimane il senso di colpa per ciò che si è commesso e la condanna per ciò che poteva essere evitato, in un corto circuito di rimorso e rimpianto. Rimane il gusto amaro delle cose giuste, che prima parevano futili rispetto alla sola concretezza del denaro. Ma ci sono anche i ricordi di
un’amicizia fraterna: Luca Zago, Adriano Beltrame e Angelo Pattarello. Tre esistenze legate da un filo rosso di complice cameratismo, certezza d’invincibilità dinanzi alla legge e ricerca ossessiva della ricchezza superflua.
Il mito del ricco Nordest, operosa “locomotiva d’Italia”, e del “self made man” berlusconiano vengono qui demoliti per lasciare spazio a una riflessione sul sistema carcerario italiano.
Samuele Ferri
Laureato in filosofia e con un master in “Knowledge Management”, Samuele Ferri si forma alla scuola attori del Teatro Avogaria di Venezia e continua la sua formazione presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, attualmente sotto la supervisione dell’acting coach internazionale Paolo Antonio Simioni.
Ha lavorato con produzioni cinematografiche nazionali e internazionali, e con produzioni indipendenti. È presente nelle fiction Rai L’alligatore, per la regia di Emanuele Scaringi e Daniele Vicari; Non mi lasciare di Ciro Visco e Costanza, per la regia di Maurizio Costa.
Nel 2019 è parte del cast di Effetto domino di Alessandro Rossetto mentre nel 2021 è presente sul set del film internazionale Across the river and into the trees accanto a Matilda De Angelis e Liev Shreiber. Nel 2023 vince il premio come Migliore attore protagonista assegnatogli dall’Accademia Cinema Toscana e il premio speciale della giuria al Catania Film Fest.
In occasione della Giornata della legalità 2026, ingresso libero.




