Cultura e Società

La Giunta approva gli indirizzi per il primo portale monumentale cinese

Pubblicate le linee di indirizzo per la progettazione, il finanziamento e la realizzazione del Paifang, il tradizionale portale monumentale dell’architettura cinese

Milano, 30 luglio 2026 – Milano si prepara a ospitare il primo portale monumentale cinese.

La Giunta comunale ha approvato le linee di indirizzo per l’attivazione della procedura a evidenza pubblica finalizzata alla raccolta di proposte da parte di soggetti pubblici e privati per la progettazione, il finanziamento e la realizzazione di un Paifang, il tradizionale portale monumentale dell’architettura cinese, elemento simbolico di accesso e riconoscibilità dei luoghi nella tradizione urbana orientale.

L’intervento è previsto all’ingresso di via Paolo Sarpi, lato piazzale Baiamonti, e si inserisce nelle politiche dell’Amministrazione dedicate alla rigenerazione urbana, alla valorizzazione degli spazi pubblici e delle identità territoriali, alla promozione della cultura e al rafforzamento della coesione sociale.

Via Paolo Sarpi rappresenta uno dei quartieri più caratteristici e riconoscibili di Milano, storicamente contraddistinto dalla presenza della comunità cinese, seconda comunità straniera per numero di residenti in città, il cui contributo ha inciso in modo significativo sullo sviluppo economico, commerciale, culturale e sociale di Milano.

Nella tradizione architettonica cinese il Paifang identifica e qualifica un ambito urbano, assumendo il valore di una soglia simbolica e di un riferimento identitario per la comunità. La presenza di portali monumentali di accesso alle Chinatown nelle principali città internazionali dimostra come questi elementi possano contribuire a rafforzare l’identità culturale dei quartieri, migliorare la qualità dello spazio pubblico e sostenere processi di valorizzazione turistica, commerciale e sociale.

A breve pubblicheremo un avviso pubblico per raccogliere proposte progettuali per la realizzazione di un Paifang all’ingresso di via Paolo Sarpi – dichiara l’assessora ai Quartieri, Decentramento e Partecipazione Gaia Romani -. È una richiesta che esiste da tempo e rappresenta il punto di partenza di un percorso aperto e partecipato con le associazioni e la comunità. Il portale è presente in molte città del mondo come segno di riconoscimento della storia e del contributo che le comunità cinesi hanno dato alla crescita culturale, sociale ed economica delle città in cui vivono. L’obiettivo è realizzare un intervento capace di valorizzare l’identità dei quartieri, rafforzando al tempo stesso la vocazione multiculturale di Milano”.

Negli ultimi vent’anni via Paolo Sarpi è passata da essere una zona legata soprattutto al commercio all’ingrosso a diventare uno dei quartieri più vivi, frequentati e riconoscibili della città – aggiunge il Presidente del Municipio 1 Mattia Abdu -. In questo percorso si è rafforzato anche il dialogo istituzionale con la comunità cinese, attraverso iniziative culturali, collaborazioni con il mondo economico e relazioni internazionali come il gemellaggio tra il Municipio 1 e il Distretto Jing’An di Shanghai. La realizzazione del portale cinese, di cui si discute da decenni, rappresenta oggi un percorso concreto che come Municipio sosteniamo“.

L’avviso pubblico sarà rivolto a soggetti pubblici e privati interessati a presentare proposte progettuali di elevata qualità architettonica, artistica e paesaggistica, coerenti con il contesto urbano e con gli obiettivi di interesse pubblico individuati dall’Amministrazione.

Le proposte saranno valutate da un gruppo di lavoro interno sulla base della qualità progettuale, dell’inserimento urbanistico, del pregio architettonico e artistico, della sostenibilità tecnico-economica, della fattibilità realizzativa, della durabilità dell’intervento, del piano di manutenzione, del coinvolgimento del territorio e della capacità di generare valore pubblico, culturale, turistico e sociale.

La partecipazione alla procedura non comporterà alcun diritto all’approvazione della proposta né alcun obbligo per l’Amministrazione di procedere alla realizzazione dell’intervento, che sarà subordinata alle successive valutazioni di interesse pubblico e di fattibilità tecnico-amministrativa.

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