Sport e Motori

CAI e Politecnico di Milano insieme per il Climbing Lab

Nasce una parete sensorizzata che “legge” il gesto dell’arrampicatore

Milano, 21 settembre 2026 – Una parete di arrampicata capace di misurare le forze esercitate dagli atleti, ricostruirne i movimenti nelle tre dimensioni e contribuire allo studio della tecnica e dell’affaticamento muscolare. È il cuore del nuovo spazio del Climbing Lab del Politecnico di Milano, realizzato presso la Giuriati Gym con il sostegno del Club Alpino Italiano, che ha contribuito concretamente alla creazione della nuova infrastruttura dedicata alla ricerca applicata all’arrampicata: elemento centrale del laboratorio è, infatti, una parete boulder sensorizzata di circa 29 metri quadrati, dotata di prese strumentate con sensori capaci di rilevare l’intensità e la direzione delle forze esercitate durante l’arrampicata. Alla parete principale si affianca un secondo spazio sperimentale di dimensioni più ridotte, circa 2,20 x 1,20 metri, destinato ad attività di ricerca sul singolo gesto tecnico e alla sperimentazione di ulteriori tecnologie.

ll progetto mette in relazione l’esperienza maturata sul campo dal CAI con le competenze scientifiche e tecnologiche del DEIB – Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano e della Scuola di Scienze Motorie dell’Università degli Studi di Milano, creando uno spazio nel quale ricerca, pratica sportiva e formazione possono svilupparsi insieme. La particolarità della struttura consiste nella possibilità di trasformare il gesto dell’arrampicatore in informazioni quantitative, analizzabili dai ricercatori.

A seconda delle attività sperimentali potranno essere utilizzati elettromiografi (EMG), attraverso i quali studiare l’attivazione dei diversi gruppi muscolari, e sistemi di motion capture markerless, in grado di ricostruire in tre dimensioni la posizione e il movimento del corpo senza applicare marker fisici sull’atleta, evitando così qualsiasi interferenza con il gesto sportivo.

Il Climbing Lab, coordinato da Alessandro Colombo, professore associato di Automatica del Politecnico di Milano, sviluppa infatti tecnologie avanzate, sistemi di sensing e modelli matematici per studiare l’arrampicata e più in generale le attività che si svolgono in ambienti verticali. Le analisi riguardano il movimento umano, le forze e i carichi esercitati, l’interazione con le attrezzature e le differenti strategie utilizzate durante l’arrampicata.

La collocazione del Climbing Lab all’interno della Giuriati Gym consente di far convivere ricerca e normale pratica sportiva. La parete potrà essere utilizzata come infrastruttura per l’arrampicata e, parallelamente, diventare uno spazio di sperimentazione nel quale acquisire dati e sviluppare nuovi strumenti di analisi. Con il Climbing Lab, l’arrampicata diventa così anche uno strumento di ricerca: l’esperienza dell’atleta si traduce in dati e i dati possono a loro volta contribuire a migliorare conoscenze, tecniche e sicurezza, portando la ricerca scientifica fuori dai laboratori tradizionali.

Il nuovo spazio ci permette di studiare l’arrampicata in condizioni molto più vicine alla pratica reale, mettendo insieme sensori, analisi del movimento e modelli matematici” – spiega Alessandro Colombo, coordinatore del Climbing Lab del Politecnico di Milano. “L’obiettivo è comprendere sempre meglio il movimento umano, le forze e i carichi, l’interazione con le attrezzature e le strategie utilizzate negli ambienti verticali. Le possibili applicazioni vanno dalle tecnologie per lo sport all’utilizzo dell’arrampicata in ambito riabilitativo, fino alla sicurezza sul lavoro. Il sostegno del Club Alpino Italiano è stato fondamentale per creare uno spazio nel quale ingegneria, ricerca e pratica dell’arrampicata possano incontrarsi e generare nuove soluzioni”.

Uno degli obiettivi sarà comprendere sempre più nel dettaglio la biomeccanica dell’arrampicata: quali gruppi muscolari vengono maggiormente coinvolti nei diversi movimenti, come le forze vengono distribuite sulle prese, come cambiano l’attivazione muscolare e la qualità del gesto con il progredire dell’affaticamento. Informazioni che potranno contribuire, nel tempo, non soltanto all’analisi della prestazione, ma anche allo studio di metodologie di allenamento, prevenzione degli infortuni e formazione.

In questo percorso il contributo del CAI potrà andare oltre il sostegno alla realizzazione della struttura. Atleti, tecnici e istruttori del Club Alpino Italiano potranno infatti mettere a disposizione dei ricercatori conoscenze ed esperienza maturate nella pratica dell’arrampicata, contribuendo a individuare le domande di ricerca, le modalità di sperimentazione e gli aspetti del gesto sui quali concentrare le analisi.

“Per il Club Alpino Italiano questo progetto rappresenta un investimento nella conoscenza e nel futuro dell’arrampicata, ma anche un modo concreto per avvicinare nuove persone alla montagna” – aggiunge Antonio Montani, Presidente generale del Club Alpino Italiano. “Pensiamo che l’arrampicata indoor possa essere una porta d’ingresso importante: si può iniziare in palestra, imparando tecnica, attenzione e consapevolezza, per poi arrivare a frequentare l’ambiente naturale con maggiore responsabilità. La montagna sta vivendo una fase delicata e ha bisogno di persone preparate, rispettose e consapevoli, capaci di praticare sport prendendosi cura dei luoghi che attraversano. Per affrontare queste sfide servono competenze diverse e tutte le intelligenze disponibili. È anche per questo che consideriamo particolarmente preziosa la collaborazione con il Politecnico, con cui il CAI porta avanti già numerose iniziative, non soltanto a Milano ma anche in altri territori e direttamente in montagna. Qui, in particolare, l’esperienza sportiva si integra con la ricerca scientifica e tecnologica: mettere in relazione le competenze dei nostri atleti, istruttori e tecnici con quelle dei ricercatori significa creare strumenti nuovi per conoscere meglio il gesto dell’arrampicatore, migliorare la formazione, approfondire temi come l’affaticamento, la prevenzione degli infortuni e la sicurezza, e costruire un modo sempre più consapevole di vivere la montagna”.

Il nuovo laboratorio si inserisce nella più ampia struttura della Giuriati Gym del Politecnico di Milano, edificio di circa 1.700 metri quadrati coperti, ai quali si aggiungono circa 1.500 metri quadrati di spazi sportivi esterni, comprendente un centro fitness e nuovi campi sportivi polivalenti. L’investimento complessivo per la Giuriati Gym ammonta a 4,8 milioni di euro, di cui 3,9 milioni finanziati da Regione Lombardia e 900 mila euro dal Politecnico di Milano.

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